Md e Antigone chiedono la chiusura della Casa Circondariale di Sollicciano

Magistratura democratica è tornata a visitare le condizioni di detenzione all’interno della Casa Circondariale di Sollicciano e le ha trovate drammaticamente peggiorate.


Era il novembre del 2022 quando, oltre ad un sovraffollamento superiore alla media nazionale, venivano segnalati lo stato di degrado delle celle, le infiltrazioni di acqua, le frequenti interruzioni di acqua calda nelle docce comuni e del riscaldamento, la presenza diffusa di cimici e parassiti nei letti, l’inagibilità di molti spazi comuni, l’impossibilità di seguire un adeguato trattamento risocializzante per mancanza di operatori, la difficoltà della polizia penitenziaria a supplire alla carenza di figure professionali specializzate.


Oggi, a poco più di due anni di distanza, è difficile descrivere, con le sole parole, la condizione di degrado raggiunta dalla struttura, dagli spazi destinati all’area di trattamento della salute mentale (ATSM), all’area di transito e accoglienza, a molte delle camere di detenzione. Non si tratta più di trascorrere il tempo in uno spazio ridotto o di non poter usufruire di un programma teso alla risocializzazione a causa del sovraffollamento, come ormai accade alla maggior parte dei luoghi di detenzione italiani. A Sollicciano si tratta di essere costretti a sopravvivere adattandosi a condizioni di vita inumane che non corrispondono al senso di umanità della pena richiesto dall’art. 27 comma 3 della Costituzione.


La struttura degli edifici che ospitano le sezioni e lo stato di degrado dell’intero impianto idrico sono tali che le continue infiltrazioni di acqua piovana e di acqua dispersa hanno cosparso di muffa intere pareti e provocano continui sversamenti di acqua dai soffitti e dai terrazzi, che allagano i pavimenti e obbligano i ristretti a vivere nell’umidità, se non proprio nell’acqua. I servizi igienici delle celle (dove spesso vengono ricavati spazi dispensa) oltre ad essere coperti di macchie di muffa, sono privi di copertura della tazza e di cassa di scarico, tanto che le persone detenute devono utilizzare un tubo di fortuna attaccato al lavandino. Sempre a causa delle infiltrazioni di acqua e’ saltato l’impianto elettrico di alcune celle e le persone detenute devono stare al buio.


Le cimici continuano ad infestare i materassi.

La sezione dedicata al transito dei nuovi ingressi è scarsamente illuminata e, a causa del sovraffollamento, vi permangono detenuti anche per alcuni mesi senza godere del regime di celle aperte. La sezione ATSM ha gli spazi di attività trattamentale allagati e le persone detenute trascorrono gran parte del tempo in cella sedati senza una concreta prospettiva di presa in carico esterna.


Il senso di precarietà ha una forte ricaduta sull’equilibrio psichico delle persone detenute con il conseguente aumento di richieste di prescrizione di psicofarmaci e di atti autolesivi e con l’aumento di casi di illecita introduzione di stupefacenti (l’ultimo decesso di un detenuto avvenuto il 13 marzo è stato per overdose). La forzata convivenza in spazi angusti e malsani è causa di intemperanze, litigi, proteste, aggressioni, con pericolo per la incolumità e sicurezza dei detenuti, del personale di vigilanza e degli operatori.


Le criticità strutturali e igienico-sanitarie incidono sul lavoro quotidiano della polizia penitenziaria, costretta al pari dei detenuti a vivere un ambiente insalubre e a moltiplicare gli sforzi di attenzione alla sicurezza e di supplenza emotiva.


Le criticità strutturali impediscono, di fatto, attività seriamente risocializzanti svilendo e umiliando il lavoro delle figure professionali che operano all’interno dell’istituto.


E’ quasi impossibile riportare con le parole quello che gli occhi vedono: per questo è importante, e risponde ai più elementari princìpi del diritto di cronaca, che le immagini raccolte nel corso delle ispezioni possano essere diffuse o che il DAP consenta alla stampa, nel rispetto della privacy, di riprendere lo stato delle celle e della struttura.


I lavori di manutenzione straordinaria su facciate e tetti e di rifacimento dell’impianto idrico sanitario finanziati per oltre sette milioni di euro nel 2022 sono sospesi dal febbraio 2023 a causa di contestazione di vizi nell’esecuzione dell’appalto. L’Ufficio Igiene Pubblica e dell’AUSL Toscana centro in data 14.03.25 ha effettuato un’ispezione dei luoghi e ha relazionato alla direzione dell’Istituto, al Presidente della Regione, al Sindaco di Firenze, al Magistrato di Sorveglianza e al Garante dei diritti delle persone provate della libertà personale di Firenze, rilevando l’inadeguatezza delle condizioni igienico-sanitarie di undici celle e dei locali comuni del reparto ATSM.


La Casa circondariale di Sollicciano non è oggi in condizione di rimanere aperta. Non è più in gioco solo la possibilità di poter disporre di possibilità di recupero, sono in gioco valori di salute e dignità delle persone che la detenzione non può cancellare. Le persone ristrette a Sollicciano, in attesa di giudizio o in esecuzione pena, sono obbligate a vivere in condizioni non umane. Lo Stato, al quale la Costituzione affida il loro recupero sociale non è in grado di garantire il minimo di condizioni di vita corrispondenti al senso di umanità. L’intera comunità non può restare indifferente alla presenza di luoghi che cadono sotto la responsabilità delle proprie istituzioni in cui non trovino rispetto i più elementari diritti umani.


Per questo la Sezione Toscana di Magistratura democratica, unendosi alle denunce di Antigone che l’ha accompagnata nella visita, chiede:


a) che siano rese pubblicabili le immagini che, nel rispetto della privacy e delle esigenze di sicurezza, ritraggono le condizioni delle celle e degli spazi comuni ammalorati della Casa Circondariale di Sollicciano

b) che sia consentito l’ingresso della stampa;

c) che le istituzioni del territorio si rechino in visita a Sollicciano per verificare di persona, e non sulla base del nostro racconto, l’inagibilità e la non abitabilità degli spazi, adottando poi le iniziative di competenza, fossero anche solo di denuncia e sensibilizzazione

d) che venga attivato dal DAP un piano di ricollocazione dei detenuti e di chiusura totale o parziale delle sezioni in modo da consentire la realizzazione dei lavori di manutenzione e ristrutturazione già deliberati e finanziati.


Firenze, 21 marzo 2025

La sezione Toscana di Magistratura democratica

Leggi e scarica la lettera indirizzata al Presidente della Regione Toscana, alla Sindaca di Firenze e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia
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