Oltre la modestia etica: per la costruzione di una cultura della discrezionalità trasparente

Abbiamo scelto di essere magistrati per essere soggetti soltanto alla Costituzione e alla legge, non per diventare ossequienti e inchinati a qualche “alta magistratura” o a qualche altro potere

INSIEME

possiamo fare dell’Anm il luogo dove difendere la dignità, il prestigio, la libertà di ciascun magistrato

L’Associazione nazionale magistrati deve contribuire in modo deciso al superamento dei fenomeni di modestia etica che hanno compromesso la credibilità della magistratura e il lecito funzionamento del sistema di governo autonomo.

La scelta di un dirigente, dei componenti della Procura Nazionale Antimafia, dei magistrati di legittimità, deve essere sottratta a logiche di appartenenza e a prassi non trasparenti (perché ciò è non di rado e anche di recente accaduto).

La costruzione di una cultura della discrezionalità e di regole che ne disciplinano l’esercizio in modo trasparente non può però essere un terreno di impegno solo per il circuito di governo autonomo. Si tratta di un tema che può e deve coinvolgere la riflessione culturale di tutta la magistratura associata.

Magistratura democratica – non da sola – ha provato ad imprimere un cambiamento di metodo.

https://www.magistraturademocratica.it/articolo/la-riforma-del-testo-unico-dirigenza-giudiziaria-il-csm-ha-rinunciato-a-un-radicale-cambio-di-metodo 

La nostra proposta non è stata accolta. Riteniamo che questo passaggio marchi significativi punti di differenza rispetto ad altri gruppi associativi. Ma – pur non accolta la nostra proposta – il nostro impegno su questo terreno non si ferma qui.

Proseguiremo – in ambito associativo e consiliare – nel tentativo di costruire una cultura della discrezionalità e della trasparenza che induca governo autonomo e gruppi associativi ad abbandonare la prassi di decisioni condizionate da logiche di appartenenza.