Quali scelte di civiltà?

di Giovanni Palombarini

Passeranno le primarie, ci saranno le elezioni politiche e poi quelle per il Csm, e le lunghe trattative per formare un Governo. In Europa si cercheranno nuovi equilibri, sempre sotto il controllo dei centri internazionali del potere finanziario. I media di questo parleranno.

Nel frattempo, nel nostro panorama politico e nel mondo della cultura, ci sarà qualcuno disponibile ad affrontare tematiche non popolari, apparentemente lontane, che però attengono innanzitutto a scelte di civiltà? Elencarle anche in sintesi non è facile. I curdi e i palestinesi, con le risoluzioni dell’Onu tranquillamente dimenticate. La produzione di armi e la vendita a stati lontani da ogni forma di democrazia, pronti a utilizzarle in modo spregiudicato anche ai danni di popolazioni inermi. L’esternalizzazione delle frontiere. Gli accordi con Turchia e Libia per fermare le migrazioni. Il crescere della forbice, anche da noi, tra ricchi e poveri.

Continuo a pensare che sia utile mettere insieme un po’ di questi mattoncini, che potranno tornare utili domani.

21 gennaio 2018
Ultimi articoli
Diritto di asilo

Il diritto di difesa non è uguale per tutti

di Silvia Albano* e Riccardo De Vito**
La previsione dell’audizione del richiedente asilo senza l’assistenza del suo avvocato difensore non solo lede gravemente il diritto di difesa della parte, tutelato dall’art 24 della Costituzione, ma rischia anche di rendere meno efficace e rilevante la stessa audizione del richiedente
Ordinamento penitenziario

Appello al governo

Pubblichiamo il testo di un appello sottoscritto da diverse associazioni in rappresentanza dei mondi dell’università, dell’avvocatura, della magistratura e del volontariato, nonché da autorevoli giuristi e da personalità della società civile. L’appello, indirizzato al Governo, auspica l’approvazione definitiva della riforma penitenziaria, in attuazione delle delega conferita con la l. n. 103/2017. La riforma, giunta a un passo dal varo definitivo con l’approvazione dello schema di decreto legislativo, rischia ora una definitiva battuta d’arresto per via della fine della legislatura.
Rassegna

Una riforma meditata. Non una svuotacarceri

R. De Vito: «Una legge che ridà alla magistratura di sorveglianza la sua autonomia decisionale e il ruolo di garanzia sancito dall’art. 27 della Costituzione» (Il Dubbio)
Ordinamento penitenziario

Per una riforma necessaria

di Riccardo De Vito
Domani, 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri deciderà le sorti della riforma penitenziaria. Nell’auspicare la sua approvazione nella versione originale, pubblichiamo i lavori della Commissione che ha predisposto lo schema di decreto delegato approvato il 22 dicembre 2017
Consiglio superiore della magistratura

Soggetti soltanto alla legge. I magistrati e le carriere

di Riccardo De Vito
Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti
Consiglio superiore della magistratura

La discrezionalità del Consiglio: una prerogativa irrinunciabile dell’autogoverno o un peso insostenibile per la magistratura?

di Mariarosaria Guglielmi
La discrezionalità è una prerogativa irrinunciabile per l’autogoverno e lo strumento per conformare le scelte di amministrazione ai valori costituzionali e alle esigenze della giurisdizione. La rinuncia alle prerogative di discrezionalità delinea una nuova fisionomia del Csm, funzionale ad una ristrutturazione in senso verticistico e burocratico dell’ordine giudiziario, e riduce il suo ruolo politico nella difesa e nella promozione dei valori che sono a fondamento della giurisdizione. In questa consapevolezza la magistratura deve ritrovare il senso dell’appartenenza all’istituzione consiliare e l’aspirazione ad un autogoverno all’altezza delle aspettative di giustizia della collettività.