Martedi, 19 marzo 2019
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  SPECIALE XXI CONGRESSO
L'intervento di Daniela Galazzi



Prima di qualsiasi altra cosa, fatemi ringraziare i compagni dell’esecutivo che hanno condiviso con me questi difficili anni, e voglio ringraziare, questa volta a nome di tutto l’esecutivo, Carlo De Chiara che si é assunto un impegno gravoso dopo la malattia di Annina (che però oggi é qui e la sua presenza ci riempie di gioia).

Cari compagni di cammino, in questi giorni ho riletto quanto dissi al congresso di Reggio Calabria: incredibile a dirsi, parlai del rapporto MD AREA.

Io penso, e l’ho scritto, che MD debba stare in AREA "facendo MD", portandovi dentro tutto il suo portato di intelligenza, sensibilità culturale, capacità politica, recuperando anche  all'interno del gruppo più ampio  la possibilità / capacità di interloquire, far valere le proprie idee, anche in tema di autogoverno e non solo su quei grandi temi di cui abbiamo continuato, continuiamo ad occuparci.

Questo avremmo dovuto fare sin dall’inizio del cammino comune e forse, oggi, ci troveremmo in un gruppo dotato di una vera /forte linea politica, in grado di affascinare di nuovo ed ancora con la sua vivacitá politica e culturale  i colleghi  più giovani (che io non vedo, come altri di noi, disinteressati e già corporativi (i già corporativi sono sempre esistiti e anche prima di area si iscrivevano ad altri gruppi)

E ho trovato conferma di questo mio modesto pensiero nelle parole di Stefano Musolino che ha lamentato la mancanza di appoggio da parte di MD quando il  coordinamento doveva occuparsi proprio di temi nostri, con buona pace della nostra presunta egemonia.

Abbiamo abdicato fino ad ora a dare il nostro contributo ad Area e questo ha fatto male, malissimo ad Area e male, malissimo a noi. Ed in questo, ha pesato la rinuncia  di molti a partecipare,di tanti, peraltro, che avrebbero potuto dare un forte contributo, ma non si sono impegnati, rimanendo al margine del dibattito, criticando senza impegnarsi per fare cambiare quello che ritenevano non andasse.

Ma adesso ci troviamo a fare i conti con la realtà, con una realtà che assomiglia di nuovo a quella nel cui contesto nacque MD come hanno ricordato altri prima di me: ci troviamo in un momento storico difficile, difficilissimo, per la società tutta con le sue nuove drammatiche disuguaglianze, e per la magistratura. Oggi sono di nuovo in discussione diritti che pensavamo orami acquisiti alla magistratura, assistiamo ad un ripiegamento neo corporativo legato al populismo giudiziario pericolosissimo per chi deve occuparsi di diritti.

Ed é allora oggi é necessario il coinvolgimento di tutti, anche sopratutto di quelli che da molto tempo non partecipano più, non si impegnano più, perché Area non gli é mai proprio andata giù; di quelli che pensano ancora a vecchi contrasti interni, francamente superati; di quelli un po' schifati perché si sono accorti che anche in MD ci sono tanti che hanno pensato solo alla carriera ed ai fatti loro (dimenticando quei tanti altri che invece non l'hanno fatto).

Il mondo non si cambia dal salotto di casa, questa magistratura di oggi ha bisogno di essere investita da un ciclone per scuotersi e comprendere i rischi che stiamo correndo. Voglio sottolinearlo ancora: sotto il profilo dell’autogoverno, lasua pessima gestione non ci doterà soltanto di pessimi dirigenti (così non superando gli obbrobri che abbiamo visto quando c'era l'anzianità senza demerito) ma ci consegnerà mani e piedi alla maggioranza politica con buona pace della nostra indipendenza.

Ed allora, come ha detto nel suo intervento Maria Rosaria, ritorniamo a batterci. Per noi magistrati, certo, per la nostra indipendenza ed autonomia; per la nostra costituzione; per il Paese. E facciamolo sulla base di tre parole d’ordine: lealtà, impegno, coerenza.

Sull’impegno mi sono già espressa.

Lealtà nei nostri rapporti: esprimere il dissenso, accettare le critiche, discutere anche duramente ma con lealtà, sincerità di pensiero e di intenti. Lealtà anche nel rapporto con Area, senza volontà di appannarla o di diminuirla ma rendendola più forte grazie a noi.

E Coerenza: non ci si può ergere a paladini di moralità e di correttezza, quando i comportamenti quotidiani contraddicono i principi cui ci ispiriamo.

Questo congresso é stato ricco di contenuti, di idee, di spinta verso il futuro: facciamo in modo che già domani non sia dimenticato.