Lunedi, 10 agosto 2020
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  XX CONGRESSO
La mozione finale



La nostra sfida

L’epoca dell’incertezza implica anche per MD sfide difficili e in parte nuove, perché troppo spesso la necessità del cambiamento viene declinata in termini di riduzione dei diritti e si coglie un crescente fastidio per la giurisdizione, concepita non come il luogo naturale della loro concretizzazione e dell'uguaglianza sostanziale, ma come ostacolo alle scelte politiche ed economiche della maggioranza di turno.

C'è ancora spazio, quindi, e forse addirittura più che in passato, per Magistratura Democratica.

Occorre continuare a esercitare quella capacità di lettura “profonda” della società, attenta a cogliere le dinamiche politiche, economiche e sociali e a dar voce e riconoscimento alle istanze di giustizia e di eguaglianza in conformità al dettato costituzionale.

Occorre continuare l’opera di interpretazione costituzionalmente orientata  in ogni settore della giurisdizione, delle garanzie e dei diritti, che sola può costituire argine al privilegio.

Occorre continuare a offrire attenzione e tutela sui terreni della difesa dei più deboli e dei più esposti (sono i nostri temi di elezione: immigrazione, lavoro, carcere, fasce deboli), anche attraverso la rivitalizzazione dei gruppi di lavoro.

Occorre continuare ad operare perché il processo penale sia luogo di garanzie eguali per tutti e di affermazione della legalità senza aree di esenzione legate alla collocazione sociale.

C'è quindi necessità di un gruppo che continui a fare critica della giurisprudenza, che sappia essere attento alle trasformazioni sociali e della giurisdizione.

Ma questa sfida impone che non si facciano passi indietro. Non si può cedere ad una idea impiegatizia della magistratura.

Va smascherato l'inganno: se il cambiamento è realizzato indebolendo la giurisdizione e delegittimando la magistratura, esso determinerà un’evidente retrocessione non solo nella tutela dei diritti ma nella stessa qualità del tessuto civile.

Magistratura Democratica dovrà attraverso i suoi organi:
-    seguire con attenzione il percorso di riforma costituzionale in corso di elaborazione; per impedire che l’equilibrio tra i poteri sia compromesso e assicurare la piena autonomia della giurisdizione;
-    sostenere ogni iniziativa volta alla promozione della giurisdizione come strumento di tutela dei principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà sociale.

Ecco il senso della nostra esistenza. E sia chiaro: la qualità della giurisdizione dipende anche dalla disponibilità di mezzi adeguati per esercitarla, per cui vigileremo per contrastare il taglio indiscriminato delle risorse. Ma qualità della giurisdizione significa anche capacità di organizzarla in modo efficiente avendo come obiettivo non le esigenze dei magistrati ma quelle di tutti coloro a cui è destinato il servizio giustizia.  

Per questo Magistratura Democratica ritiene fondamentale contrastare con fermezza ogni forma di “carrierismo” in magistratura e riaffermare il principio costituzionale della pari dignità delle funzioni opponendosi ad ogni forma - anche surrettizia e strisciante - di reintroduzione della carriera. Questa sarà anche una sfida per AREA.

Le decisioni assunte nei due precedenti congressi sono state attuate con lealtà e con notevole impegno di risorse personali ed economiche: anche grazie a ciò AREA è diventata una realtà dell'associazionismo giudiziario e dell'autogoverno. Ma ora occorre un cambio di passo.

Magistratura Democratica propone la revisione delle strutture di AREA, prevedendo che il Coordinamento Nazionale venga costituito attraverso la legittimazione democratica, la più ampia possibile, dei suoi componenti, con il voto di tutti coloro che si riconoscono in AREA, rimettendo la decisione sulla composizione e sulle modalità di elezione alla sua sede naturale, l’assemblea di AREA.

Magistratura Democratica propone che la discussione e la manifestazione esterna della linea politica sui temi dell’associazionismo e dell’autogoverno sia attribuita agli organismi di AREA, e si impegna a portare in AREA il proprio patrimonio di esperienze, valori, capacità di elaborazione politico culturale attraverso la creazione di gruppi di lavoro in cui confluiranno quelli già esistenti nei gruppi fondatori.

Magistratura Democratica conferma inoltre l’impegno (già assunto nel Consiglio Nazionale del 31.1.2015) a contribuire alla autonomia finanziaria di AREA, mettendo a disposizione una percentuale delle somme ottenute grazie alle iscrizioni  fino alla misura massima del 50% e, di volta in volta, tenuto conto delle effettive necessità, con contestuale previsione di finanziamento anche da parte dei non iscritti ai gruppi fondatori.

Il Consiglio Nazionale dovrà proporre, previa consultazione con gli iscritti, modifiche statutarie idonee ad adeguare la struttura del gruppo alle mutate esigenze.
Queste le ragioni della persistente necessità di MD e su queste ragioni il Congresso impegna pertanto il nuovo gruppo dirigente .



(29 marzo 2015)