Mercoledi, 24 gennaio 2018
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  Europa
Le sfide di Medel oggi

Globalizzazione e diritti fondamentali

di Gualtiero Michelini, presidente (2014- 2017) di MEDEL - Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés

MEDEL oggi

MEDEL è stata fondata nel 1985 come associazione europea di associazioni professionali di magistrati (giudici e pubblici ministeri) in Europa, ed ha come obiettivi, come affermato nel suo Statuto, la salvaguardia dell’indipendenza giudiziaria, la protezione della democrazia e dello Stato di diritto, la promozione dell’integrazione europea.

Oggi (2017) MEDEL comprende più di 20 associazioni di 15 Paesi europei, ha relazioni regolari con associazioni giudiziarie africane e latino-americane, ha lo status di osservatore presso l’Unione europea ed il Consiglio d’Europa.

L’attività di MEDEL si svolge tramite networking e tramite riunioni periodiche nei Paesi delle associazioni che ne fanno parte, di norma unitamente ad una conferenza su un argomento di comune interesse professionale.

Nell’ultimo triennio MEDEL si è riunita a Reggio Calabria, Atene, Chisinau, Pisa, Bucarest, Parigi, Palma di Maiorca, Porto, Cracovia, discutendo, in appassionati dibattiti, secondo la prospettiva della magistratura progressista in Europa, di terrorismo, immigrazione, integrazione europea, qualità della giustizia, ruolo delle Corti costituzionali, influenza dell’esecutivo e dei servizi segreti sul potere giudiziario, promozione dei diritti fondamentali.

Tra le associazioni associate a MEDEL figura YARSAV, la prima libera associazione professionale giudiziaria in Turchia, sciolta dal Governo dopo la repressione seguita al tentativo di colpo di Stato del luglio 2016, ed i cui membri, come oltre 4000 magistrati turchi, stanno fronteggiando detenzione, processi, licenziamento, nella terribile crisi della democrazia in corso in quel Paese.

Di recente MEDEL si è riunita in Polonia, per testimoniare il proprio supporto attivo all’associazione professionale Iustitia, associata a MEDEL, nella sua battaglia per la tenuta della democrazia e dello Stato di diritto, messa a dura prova dalle riforme impresse al sistema giustizia dall’esecutivo in carica.

Modelli di associazionismo giudiziario in Europa

In Europa non c’è un singolo modello di associazione professionale giudiziaria.

Ci sono Paesi con una singola associazione, ovvero con un’associazione di giudici ed una di procuratori (Portogallo, Serbia), Paesi con differenti associazioni di magistrati più o meno conservatrici o progressiste (Francia, Belgio), Paesi con differenti associazioni di giudici e differenti associazioni di pubblici ministeri (Spagna). In Germania, alcune associazioni professionali appartengono ai sindacati nazionali del pubblico impiego. Il modello italiano vede un’associazione nazionale di giudici e pubblici ministeri – ANM – alla quale appartengono pressoché tutti magistrati italiani, fondata nel 1909, chiusa durante il fascismo, riaperta nel 1945, articolata in gruppi con differenti visioni del ruolo e delle necessità del giudiziario nella società italiana, che agiscono in modo comune all’interno dell’associazione per alcuni temi, ed in modo differenziato per le elezioni del Consiglio superiore e degli organi direttivi dell’associazione, e nel proprio impegno culturale.

Standard europei

La Raccomandazione del Consiglio d’Europa 2010-12 sull’indipendenza, efficienza e responsabilità dei giudici, stabilisce che i giudici devono essere liberi di formare ed aderire ad organizzazioni professionali, i cui obiettivi sono la salvaguardia dell’indipendenza, la protezione degli interessi professionali, la promozione dello Stato di diritto.

Il memorandum esplicativo della Raccomandazione chiarisce che già la Raccomandazione 1994-12 stabiliva il diritto di associazione per i giudici, per la protezione dell’indipendenza e la promozione degli interessi professionali. Dato atto che in alcuni Stati europei i giudici hanno creato organizzazioni professionali che, oltre alla protezione dell’indipendenza dei giudici e degli interessi professionali, si impegnano per la promozione di altri principi del sistema di giustizia nell’interesse dei cittadini, sulla base della diversificazione delle forme di azione comune da parte dei giudici, si sottolinea l’importanza dell’azione delle associazioni di magistrati a livello nazionale ed internazionale nel prendere parte alla discussione con le istituzioni competenti ed al dibattito pubblico su questioni di generale interesse per il servizio della giustizia, nonché per partecipare alla formazione dei giudici.

Il paragrafo (n. 25) della Raccomandazione del 2010 sulle associazioni giudiziarie è inserito nel capitolo incentrato sull’indipendenza interna, e ciò significa che l’associazionismo giudiziario viene considerato uno strumento di democratizzazione del sistema giudiziario.

La raccolta di esperienze e la partecipazione condivisa delle diverse accezioni e dei diversi modi di rendere il servizio giustizia ai cittadini in Europa si contrappone a una visione strettamente gerarchica del sistema giudiziario, ed è diretta allo scambio di idee tra magistrati di differenti parti del territorio europeo, con differenti posizioni, età, specializzazioni, al fine di costruire una consapevolezza comune, di identificare necessità comuni, di interloquire con Parlamenti, governi, media, società civile.

Terreni di azione di MEDEL

Se la libertà di associazione giudiziaria è un pre-requisito di un sistema giudiziario democratico, il ruolo delle associazioni internazionali è dunque, in primo luogo, lo scambio di informazioni ed esperienze; in secondo luogo, l’identificazione di tendenze e problemi comuni e la proposta di soluzioni; in terzo luogo, “suonare l’allarme”, allertare le altre associazioni giudiziarie ed il pubblico sulle situazioni critiche.

1. Sotto il primo aspetto, gli incontri e le comunicazioni regolari tra le associazioni giudiziarie costituiscono un importante strumento nella ricerca di un linguaggio comune, per conoscere che cosa accade al di fuori delle Corti dove si sviluppa il lavoro giudiziario quotidiano, per una migliore comprensione del contesto, nazionale ed europeo, dove i magistrati sono richiesti di rendere il servizio giustizia ai cittadini.

Nella visione di MEDEL, la costruzione di un’identità comune dei magistrati europei impegnati per la democrazia e lo Stato di diritto è uno specifico compito di giudici e pubblici ministeri europei, nell’evoluzione della giurisprudenza europea, anche nel dialogo con le Corti europee.

2. Sotto il secondo aspetto, il ruolo delle associazioni giudiziarie è particolarmente significativo nei processi di riforma e nelle analisi dell’efficienza giudiziaria.

Per un’associazione europea è di importanza cruciale la cooperazione con le istituzioni europee nell’individuazione di standard per il giudiziario nell’area comune di giustizia, libertà e sicurezza, o nei negoziati sui capitoli 23 e 24 per l’accesso all’Unione europea.

Per questo motivo MEDEL si è impegnata e si impegna in favore dell’elaborazione di regole comuni positive sull’organizzazione del potere giudiziario negli Stati dell’Unione europea, per assicurare che ogni decisione giudiziaria assunta da un Tribunale o Corte europei sia resa in totale indipendenza ed imparzialità.

Tra gli standard comuni vanno individuati la necessità di Consigli superiori, regole sull’indipendenza e lo statuto di giudici e pubblici ministeri, sul diritto di accesso di cittadini e migranti al sistema giustizia, sulla libertà delle associazioni giudiziarie.

MEDEL sottolinea la necessità di un miglior consolidamento ed armonizzazione di un sistema giudiziario indipendente ed accessibile in Europa, e della corrispondenza di una magistratura europea ad una cittadinanza europea.

In questo senso MEDEL ha condotto una ricerca sugli organi di autogoverno della magistratura dalla prospettiva dei “governati”, ossia i magistrati dei Paesi europei, quali soggetti che hanno una regolare interlocuzione con i Consigli superiori relativa agli aspetti professionali della loro attività, come l’organizzazione dell’attività giudiziaria, gli sviluppi di carriera, i trasferimenti, la formazione, le relazioni con altri organi dello Stato. I risultati di tale ricerca hanno evidenziato la necessità di pluralismo nella composizione dei Consigli superiori; la necessità di criteri obiettivi per tutte le decisioni dei Consigli; la necessità che la valutazione professionale non sia sovrapposta o confusa con le procedure disciplinari; la necessità di definire, preferibilmente a livello europeo, un catalogo di violazioni disciplinari e gli standard della procedura disciplinare, compreso il diritto al controllo giudiziale delle decisioni disciplinari; la necessità di formazione europea comune.

3. Quanto al terzo aspetto, – allertare magistrati e cittadini sulle situazioni di crisi – MEDEL si è spesso ritrovata nella situazione di richiamare l’importanza delle regole democratiche e della separazione dei poteri messe a rischio.

L’indipendenza del giudiziario non è un privilegio di giudici e pubblici ministeri, ma uno strumento essenziale di protezione dei diritti di cittadini.

La democrazia può essere fragile, anche in Europa oggi.

Quali gruppi di professionisti e civil servants responsabili della protezione dei diritti fondamentali, in possesso della competenza tecnica per capire e spiegare le distorsioni del principio di separazione dei poteri, è dovere delle associazioni giudiziarie ricordare e riaffermare i valori democratici in ogni contingenza.

L’esperienza insegna che non è sufficiente stabilire principi di indipendenza esterna ed interna del giudiziario o Consigli superiori scritti sulla carta; è essenziale che i principi siano attentamente bilanciati ed attuati in un quadro costituzionale ed europeo.

La posizione e legittimazione di MEDEL nello svolgere ricerche, rapporti, interventi pubblici, deriva dalla sua natura di associazione professionale libera ed indipendente, con la possibilità e volontà, quale associazione di associazioni, di avere conoscenza diretta del sistema giustizia di un alto numero di Paesi europei, e di svolgere analisi comparative attraverso il proprio linguaggio comune ed i propri valori comuni di impegno per la democrazia e lo Stato di diritto.

Il 23 maggio 2017, data che MEDEL celebra ogni anno (come tributo alla memoria del giudice Falcone) come Alert Day on Justice in Europe, MEDEL ha realizzato il secondo Rapporto sulla giustizia in Europa, che analizza 15 sistemi giudiziari alla luce dei diritti fondamentali, analisi della giustizia sul campo, dalla prospettiva delle associazioni giudiziarie associate e dei magistrati che lavorano quotidianamente all’interno del sistema giustizia.

Dal Rapporto 2017 emerge che l’Europa è sicuramente una zona del globo assai democratica, dove la protezione dei diritti fondamentali è garantita da Trattati, Carte, Convenzioni, Costituzioni, leggi, tribunali e corti indipendenti, nazionali ed europei.

Tuttavia, sono in atto in molti Paesi processi di controllo o tentativo di controllo del giudiziario da parte del potere esecutivo.

La crisi economica e finanziaria ha lasciato conseguenze pesanti, in particolare sull’effettività del servizio giustizia e sulla protezione dei diritti sociali. Le minacce del terrorismo causano tensioni con il principio di primato della legge. I principi di uguaglianza davanti della legge e di libertà e dignità di tutte le donne e gli uomini rimangono problematici per le persone più deboli e per i migranti.

Assistiamo a molte situazioni estremamente difficili nei sistemi di giustizia in Europa.

In Turchia, un terzo dei giudici e pubblici ministeri, selezionati con concorso pubblico e formati dalla Scuola della magistratura, sono stati incarcerati con l’accusa di terrorismo, licenziati collettivamente sulla base di una lista preparata dallo stesso Consiglio superiore (ora non più superiore, dopo l’ultima riforma costituzionale, e nominato interamente dal governo), sostituiti con persone selezionate dal partito di maggioranza.

In Polonia, attualmente il Ministro della giustizia cumula anche la carica di Procuratore generale dello Stato, con possibilità di impulso su tutti i fascicoli, la Corte costituzionale è stata bloccata, e sono state approvate leggi dirette al controllo di tutte le decisioni giudiziarie, anche tramite una commissione di nomina parlamentare con la possibilità di revisione di tutte le sentenze.

In Romania, i servizi segreti hanno affermato che il sistema giudiziario è un “terreno tattico” per la loro azione.

In Bulgaria i giudici sono stati intimiditi obbligandoli a dichiarare la loro appartenenza ad associazioni giudiziarie e limitandola.

In Belgio, Italia, Spagna, la mancanza di risorse mette in questione la dignità e l’efficienza del sistema giustizia.

In Germania, nonostante lunghe discussioni, non è stato stabilito un sistema di autogoverno del sistema giudiziario.

In Francia, le tensioni tra le leggi di emergenza ed i diritti fondamentali sono evidenti.

In Serbia, dopo il processo di ri-selezione di tutti i magistrati del 2010-2012, alla fine bloccato dalla Corte costituzionale, nuovi progetti di revisione della Costituzione sono diretti a limitare l’indipendenza del giudiziario.

È una lista non completa, e l’azione delle istituzioni europee non sembra finora incisiva sul punto.

I valori di MEDEL

Non ci sono soluzioni semplici, ma MEDEL crede e continua a credere nei valori scritti nel proprio Statuto.

Il ruolo di un’associazione di magistrati europei per la democrazia e le libertà resta quello di rimanere fedele ai propri valori di democrazia e Stato di diritto, indipendenza dell’attività giudiziaria in funzione di protezione dei diritti, integrazione europea.

L’esercizio delle funzioni giudiziarie, così speciali e delicate nello Stato di diritto, comporta la responsabilità di sostenere ed attuare i diritti fondamentali nella società democratica europea.

Roma, 18 dicembre 2017