Lunedi, 18 dicembre 2017
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  Il ricordo
Per Federico Vignale



di Roberto Braccialini, giudice del Tribunale di Genova

Federico è stato un magistrato democratico nel senso più pieno perché ha ispirato la sua vita professionale ai valori costituzionali, consapevole che l’esercizio della giurisdizione non richiede solo studio e cultura, ma anche capacità di comprensione e umanità

Federico Vignale se ne è andato come era nel suo stile: senza clamore, lasciandoci tutti interdetti perché sapevamo di qualche acciacco qua e là, ma non avremmo mai immaginato uno sviluppo così drammatico e improvviso che ha colto tutti di sorpresa. E quando lo vedevi ancora in giro a certi selezionati convegni, sempre insieme ad Ada, dove lo portava la sua vivacissima curiosità non smarrita negli anni della pensione, non ti veniva neanche in mente che potesse un giorno stare male…

L’ho conosciuto piuttosto tardi, quando si è trasferito nel nostro distretto e io ero il predecessore di Lucia come segretario sezionale di Md.

Me lo ricordo sempre presente alle riunioni del gruppo, a dare quel suo speciale contributo fatto di riflessioni ed argomenti: senza mai alzare la voce, con un profondo rispetto per l’interlocutore, ma anche con idee ben chiare sul significato di militare da una vita in una corrente complicata e vivace come Md.

Lo ricordo poi attrezzato e pronto, quale giudice d’appello, a dialogare con noi “giovanotti” nella quasi esaltante stagione di avvio del nuovo codice di procedura penale, nel tentativo di costruire un vero strumento di accertamento della verità secondo le regole e le garanzie. Confermandoci con le sue coerenti decisioni nell’idea che il rapporto tra primo e secondo grado non è fatto solo di rivisitazione delle bucce, ma di un colloquio fruttuoso e circolare: Federico alla pari dignità delle funzioni ci credeva davvero!

Immagino poi tutta la sua soddisfazione sapendo che il suo esempio è stato seguito con la stessa passione e dedizione dalla nostra grande Lucia, a cui siamo tutti particolarmente vicini in questo momento. Così come siamo vicini alla cara Ada, che ha diviso con lui e con noi tanti impegni associativi e culturali.

Inutile spendere altre parole, che direbbero poco a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non basterebbero a spiegare agli altri quanto Federico sia stato un Maestro per una generazione di magistrati, con la sua dialettica pacata, a tratti sorniona, ma sempre efficace e “maieutica”; sempre così intellettualmente stimolante.

Confido che i magistrati liguri lo vorranno ricordare degnamente con un’iniziativa di studio a lui dedicata e, se posso avanzare una proposta sul tema, mi piacerebbe proprio che avesse per oggetto i poteri officiosi del giudice penale, perché ricordo una sua memorabile decisione d’appello sull’art. 507 cpp che fece tirare un grande sospiro di sollievo a noi giudicanti di primo grado, spiegandoci che non eravamo condannati a metterci il salame sugli occhi.

Ciao, Federico, e grazie!

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n.d.r: Federico Vignale è scomparso a Genova il 2 dicembre 2017

1988, Udienza collegiale, nella foto: Federico Vignale, Paolo Funajoli e Piero Bargagna