Turchia

Giustizia e diritti umani nello stato di emergenza





Introduzione

Marco Ferrero, ASGI

Leonardo Arnau, Giuristi Democratici

L’ASPETTO GEOPOLITICOLa Turchia e l’Europa

Lorenzo Miazzi, Area D.G. (Area Democratica per la Giustizia)

L’accordo sui migranti

Iside Gjergij, Università Ca’ Foscari Venezia

I DIRITTI UMANI E CIVILI OGGI IN TURCHIAIntroduzione

Luigi Vero Tarca, Università Ca’ Foscari Venezia

Diritti umani in Turchia e l’atteggiamento della CEDU

Lauso Zagato, Università Ca’ Foscari Venezia

La repressione della minoranza curda

Barbara Spinelli, avvocato

TESTIMONIANZE

La condizione dei magistrati

La condizione dei giornalisti
La condizione degli avvocati
La condizione degli accademici

Conclusioni

Sara De Vido, Università Ca’ Foscari Venezia

Venezia, 22 maggio 2017, 9.00 - 14.00

Auditorium Santa Margherita

22 maggio 2017
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Ordinamento penitenziario

Per una riforma necessaria

di Riccardo De Vito
Domani, 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri deciderà le sorti della riforma penitenziaria. Nell’auspicare la sua approvazione nella versione originale, pubblichiamo i lavori della Commissione che ha predisposto lo schema di decreto delegato approvato il 22 dicembre 2017
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Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti
Consiglio superiore della magistratura

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La discrezionalità è una prerogativa irrinunciabile per l’autogoverno e lo strumento per conformare le scelte di amministrazione ai valori costituzionali e alle esigenze della giurisdizione. La rinuncia alle prerogative di discrezionalità delinea una nuova fisionomia del Csm, funzionale ad una ristrutturazione in senso verticistico e burocratico dell’ordine giudiziario, e riduce il suo ruolo politico nella difesa e nella promozione dei valori che sono a fondamento della giurisdizione. In questa consapevolezza la magistratura deve ritrovare il senso dell’appartenenza all’istituzione consiliare e l’aspirazione ad un autogoverno all’altezza delle aspettative di giustizia della collettività.
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