Parole di Giustizia 2011

di Livio Pepino
"Il bene comune, I beni comuni"

di Livio Pepino

LA SPEZIA - “Parole di giustizia”, l’appuntamento annuale dell’Associazione Borrè e del Comune della Spezia è giunto alla terza edizione. Come negli anni precedenti saranno tre giorni (dal 13 al 15 maggio) di dibattiti, lezioni magistrali, incontri, rappresentazioni che attraverseranno la città: luoghi di incontro, piazze, scuole. Sarà un susseguirsi di eventi con la partecipazione di studiosi e di testimoni di primo piano nel panorama nazionale. E soprattutto con il coinvolgimento della cittadinanza, a cominciare dai ragazzi delle scuole superiori (che di alcuni di tali eventi saranno diretti protagonisti). Il tutto nel ricordo di Giuseppe Borrè, grande magistrato e giurista spezzino, a cui è intitolata l’Associazione che promuove l'iniziativa.

L’obiettivo è – cosa particolarmente importante e impegnativa in questo difficile momento del Paese – quello di recuperare la consapevolezza del carattere etico e politico oltre (e prima) che tecnico della questione giustizia. A questo fine “Parole di giustizia” – dopo avere analizzato, negli anni scorsi, la questione dei "nuovi diritti" e dei "diritti negati" e quella dei modelli di governo della società e di tutela (o mancata tutela) dei diritti fondamentali – affronterà quest’anno il tema, centrale in ogni democrazia, del “bene comune” (obiettivo necessario quanto dimenticato di ogni azione di governo) e dei “beni comuni” (cioè di quei beni e risorse che sono, per definizione, di tutti e che non tollerano privatizzazioni o usi differenziati). L'uguaglianza delle persone, banco di prova delle democrazie contemporanee, si nutre, infatti, di “beni comuni” e si realizza solo quando la politica persegue il “bene comune” e non gli inte-ressi individuali

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I filoni fondamentali di approfondimento del tema saranno quattro. Si comincerà, in uno spazio dedicato agli studenti, parlando dell’idea di “bene comune” nella storia. A condurci attraverso lo sviluppo del pensiero filosofico e politico sul punto, dall’epoca classica alla modernità (dalla polis greca sino alle Costituzioni contemporanee, passando attraverso i grandi pensatori cristiani e i teorici del socialismo), sarà Valentina Pazè professore di Filosofia politica presso l'Università di Torino e autrice di un recente volume dal titolo In nome del popolo. Il problema democratico (Laterza, 2011). Il bene comune si incrocia, inevitabilmente, con le tecniche di governo della società e con i princìpi ispiratori della convivenza. A questi incroci saranno dedicate tre lezioni magistrali di personaggi di primo piano della vicenda politica e istituzionale italiana degli ultimi decenni.

Romano Prodi parlerà di “Economia, politica, disuguaglianze”; Stefano Rodotà affronterà il tema “Il bene comune, i beni comuni, il diritto”; padre Bartolomeo Sorge (già direttore di Civiltà cattolica) analizzerà il rapporto tra “bene comune, etica e legalità”. Alle lezioni si affiancheranno ulteriori momenti di approfondimento: un confronto tra Guglielmo Epifani (già segretario generale della CGIL) e Marco Revelli (presidente dell’ultima Commissione d’indagine sulla esclusione sociale) sulla direzione e le modalità dello sviluppo (a commento della recente ripubblicazione di due discorsi di Enrico Berlinguer sul tema dell’austerità) e un colloquio di Elena Paciotti con Laura Pennacchi (autrice del recente volume Pubblico, privato, comune.Lezioni dalla crisi globale, Ediesse, 2010).

Nell’epoca dell’individualismo più sfrenato e del “primato dell’economia” la sfida dei beni comuni è, anche, quella di affermare che un altro sistema di sviluppo, rispettoso dei diritti e dei bisogni di tutti, è possibile. Questa possibilità è, peraltro, legata non a discorsi astratti ma a politiche concrete che hanno a che fare con beni materiali e immateriali: l’acqua, l’aria,l’ambiente, il territorio, la conoscenza e via elencando. Di queste politiche – realizzate o mancate – parleranno esperti di diversa competenza ed estrazione, da Enrico Fontana (condirettore del quotidiano Terra) a Ugo Mattei (docente di diritto, autore di numerose pubblicazioni sull’acqua e la sua utilizzazione ed estensore dei quesiti referendari sul punto), da Fiorello Cortiana (promotore dell'appello per una Carta dei diritti per la rete) a Nello Rossi (procuratore aggiunto presso la Procura di Roma, coordinatore del pool di lavoro sui reati connessi con l’informatica).

Tra i beni comuni immateriali uno ha, in questo momento, un significato particolare ed è, nel nostro Paese, al centro del dibattito politico: la giustizia. Ad affrontarlo, con una lezione magistrale, sarà un protagonista d’eccezione: il primo presidente della Corte di cassazione Ernesto Lupo. Ma, sul punto, si susseguiranno altri interventi e altre presenze: dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara al presidente della Camera penale della Spezia Francesco Paolo Barbanente, dal segretario nazionale di Magistratura democratica Piergiorgio Morosini a Giuseppe Cotturri (politologo tra i più attenti ai problemi della giustizia). Sarà un modo per contrapporre all’invettiva e alla delegittimazione il dibattito pacato e la ricerca di soluzioni nell’interesse dei cittadini, di tutti i cittadini.


IL PROGRAMMA:



13 maggio 2011
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