Seminario

Turchia: stato di emergenza e violazione diritti umani

TURCHIA: STATO DI EMERGENZA E VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

27 gennaio 2017 ore 15.00/18.30

Sala delle Feste – Palazzo Malvezzi – Facoltà di Giurisprudenza – via Zamboni n. 22 - Bologna

Saluti
Avv. Giovanni Berti Arnoaldi Veli
Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bologna

Moderano

Dott. Enrico Cieri
Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna

Avv. Sergio Palombarini
Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Bologna

Relazioni

Avv. Serife Ceren Uysal
Avvocata CHD

Avv. Mahmut Sakar
Avvocato di A. Ocalan – cofondatore di MAF-DAD

Avv. Roberto Giovene di Girasole
Commissione Rapporti Internazionali Mediterraneo del CNF

Avv. Barbara Spinelli
Avvocata in Bologna, ELDH – European Association of Lawyers for Democracy & World Human Right

Avv. Nazzarena Zorzella
Avvocata in Bologna, ASGI - Ass. Studi Giuridici sull’Immigrazione

La partecipazione è libera con ISCRIZIONE OBBLIGATORIA sul sito
www.fondazioneforensebolognese.it

Formazione Continua: crediti attribuiti n. 3

FONDAZIONE FORENSE BOLOGNESE
Direttore Avv. Stefano Dalla Verità
Segreteria Organizzativa: Via Marsili, 8 - 40124 Bologna
Tel. 051-6446147
Fax 051-3391800
E-mail fondazioneforensebo@libero .it
www.fondazioneforensebolognese.it

________________________________

Il resoconto del seminario

L’incontro ha visto una folta e intensa partecipazione del pubblico. Per Md era Presente Enrico Cieri della Procura della Repubblica di Bologna, moderatore della serata insieme all’avvocato Sergio Palombarini. Dopo aver ricordato, anche nei suoi sviluppi processuali, la vicenda di Abdullah Öcalan, è intervenuto l’avvocato Mahmut Sakar, attualmente uno dei legali del leader del PKK. Sakar ha posto l’accento sulle sue difficili condizioni di detenzione nel carcere sull’isola di Imrali, sui rischi per i legali che lo hanno assistito e che adesso sono sotto processo.

La relazione introduttiva è stata fatta dall’avvocata Barbara Spinelli, profonda conoscitrice del Paese, osservatrice alle ultime elezioni tenutesi in Turchia nel 2015 e ai processi contro gli avvocati turchi, respinta alla frontiera di Istanbul e rimpatriata in Italia lo scorso 13 gennaio mentre si stava recando ad un convegno organizzato dalla ELDH ad Ankara, manifestazione a cui è riuscita a partecipare via Skype (il messaggio di solidarietà di Md).

Successivamente ha preso la parola in videoconferenza l’avvocata turca Şerife Ceren Uysal, dell’esecutivo dell’associazione degli Avvocati Progressisti CHD e che già nell’ottobre 2016 era stata ospite nella giornata di apertura del Congresso Nazionale Forense a Rimini. La Uysal ha parlato della difficilissima condizione dei legali in Turchia, una situazione già problematica e resa ancor più drammatica dalle recenti modifiche alla Costituzione volute da Erdoğan. È stato un momento davvero di intensa partecipazione emotiva così come quello di Meric Akay, figlia di Aydin Sefa Akay, il giudice delle Nazioni Unite (membro della Corte Internazionale dell’Aja) arrestato a settembre in Turchia nonostante un'immunità diplomatica. Akay ha evidenziato come la denuncia presso le Nazioni Unite e il loro intervento non abbiano sortito alcun effetto a favore dell’anziano padre che, dal 21 settembre 2016, è in carcere in attesa di processo come migliaia di giudici, avvocati e funzionari pubblici. L’accusa nei confronti di Akay è quella di aver scaricato l’applicazione ByLock che secondo il governo turco è un canale di comunicazione usato dai Gülenisti. In seguito ad una perquisizione, in casa del giudice sono stati trovati due volumi di Gülen, il predicatore e politologo turco ritenuto da Erdoğan la mente del golpe del 16 luglio scorso.

È stata ribadita l’importanza di avviare una campagna di sensibilizzazione e di denuncia a favore del giudice Akay, che coinvolga anche il Csm.

Per il Consiglio Nazionale Forense sono intervenuti il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bologna Giovanni Berti Arnoaldi Veli e l’avvocato Roberto Giovene di Girasole, della Commissione rapporti internazionali del CCBE, organismo di rappresentanza europeo dei consigli nazionali forensi. Lo stesso di Girasole, nel dicembre scorso, aveva insignito del premio per i diritti umani quattro legali turchi. Tra loro, vi era Tahir Elçi, assassinato il 28 novembre 2015 dopo un comizio in circostanze mai chiarite.

Le conclusioni sono state tenute dall’avvocata Nazzarena Zorzella dell’Asgi che si è concentrata sulla connessione tra i problemi dell’immigrazione e la situazione in Turchia.

L’impegno di tutti i partecipanti è quello di rafforzare i contatti, per continuare ad informare, tenendo alta l’attenzione sulla situazione nel Paese.

27 gennaio 2017
Ultimi articoli

Dichiarazione di Medel sulle riforme del sistema giudiziario nella Repubblica di Moldavia

Immigrazione

Dichiarazione di Medel (Magistrats européens pour la démocratie et les libertés) sulle attività di soccorso in mare e il decreto sicurezza-bis

Di fronte alle scelte degli stati membri che sono in aperto conflitto con i valori sui quali l’Unione si fonda, l’Europa deve rimanere fedele alla sua storia e alla sua identità e adottare con urgenza una politica in materia di immigrazione per garantire la  tutela effettiva dei diritti di tutte le persone, che rappresenta un  limite invalicabile per  tutti i governi e i legislatori nazionali
Rassegna

«Il diritto alla vita vale meno di un ordine al governo»

«Il decreto sicurezza bis trascina il nostro Paese in un mondo capovolto rispetto al progetto costituzionale democratico dell’Italia repubblicana», dice il presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito.
(Il Manifesto, 7 agosto 2019)
Rassegna

«Csm, il sorteggio non può garantire il pluralismo»

di Giulia Marzia Locati
Pubblicato da il Fatto Quotidiano del 12 luglio 2019
Rassegna

«Ma il sorteggio mortifica il Csm»

Lettera di Mariarosaria Guglielmi al direttore de la Repubblica
Rassegna

Lo scandalo al Csm e le buone ragioni dell’associazionismo dei magistrati

di Gaetano Azzariti
Pubblichiamo articolo tratto dal il manifesto del 21 giugno 2019