Convalide e giudizio direttissimo

I materiali del convegno

di Simona Ragazzi
(estratto dal report integrale che trovate qui)

Il ricordo di Edo Gari. Abbiamo iniziato commemorando Edo Gari, presidente aggiunto dell’Ufficio G.I.P. di Catania, fondatore nei primi anni ’80 della Sezionedi MD Catania, scomparso improvvisamente il 4.3.2012. Lo hanno ricordato il presidente del Tribunale Bruno Di Marco, sottolineando come sia “morto di lavoro” tra le carte dei tanti procedimenti dei quali si era caricato, tra i quali il controverso e spinoso “Iblis”, Giovanni Salvi, Marisa Acagnino (che lo ha definito come “il magistrato dal quale avrebbe voluto essere giudicata”) e l’avv. penalista Enzo Mellia. Tutti ne hanno evidenziato la capacità di coniugare rigore nell’applicazione della legge e garanzia dei diritti della persona, la sottile e intelligente ironia,la gentilezza dei modi, l’impegno civile nella difficile Catania degli anni’80 (con la collaborazione a “I Siciliani” di Giuseppe Fava e lapartecipazione alle manifestazioni per impedire la installazione di una base missilistica NATO a Comiso) e ’90 (con i primi importanti processi alla mafia catanese).

Riforma del sistema delle convalide e del giudizio direttissimo. Ci siamo quindi immersi nel tema tecnico dell’incontro. In una terra caratterizzata dalla massiccia presenza di una efferata criminalità organizzata di tipo mafioso ci siamo occupati del diritto penale e processual-penale degli “ultimi” e dei più fragili - la riforma del sistema delle convalide e del giudizio direttissimo per reati dicompetenza del giudice monocratico e del collegato fenomeno della permanenza in carcere per brevissimi periodi di tempo (c.d. portegirevoli) -, tema al quale a seguito della entrata in vigore del d.l.211/2011, convertito nella Legge n. 9/2012, la Procura e il Tribunale di Catania hanno annesso particolare importanza, valorizzando il richiamo normativo ad adottare tutte le “misure organizzative” necessarie a dare effettiva ed efficace attuazione alla novella e così superando una situazione di oggettiva sottovalutazione, protrattasi per anni, dello strumento processuale del giudizio direttissimo.

I costi delle "porte girevoli". Ci si è mossi dalla consapevolezza che, sebbene apparentemente marginale, il fenomeno della microcriminalità, che dà luogo ad arresti in flagranza e successivi giudizi di convalida, anche nelle nostre aree presenta dimensioni quantitative consistenti e si riverbera in modo diretto e indiretto sulla realtà carceraria globale: basti pensare, come ha sintetizzato la dott.ssa Elisabetta Zito, direttore della Casa Circondariale di Piazza Lanza (v. studio allegato), che quante più risorse materiali e umane (in tempi di forti carenze di organico del personale amministrativo, educativo e di polizia penitenziaria) vengono destinate agli ingressi dall’arresto e alle presenze di breve durata, tante più ne vengono sottratte alla gestione dei detenuti di lungo periodo e ancor più al trattamento rieducativo dei condannati in via definitiva, in attuazionedell’art. 27 Cost..

L'esperienza del Tribunale di Milano. Dalle cifre estrapolate dall’Ufficio statistiche del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria si stima che dal 2003 in avanti oltre il 30%della popolazione carceraria complessiva in Italia (percentuale a sua volta in progressiva e costante crescita negli ultimi anni, dal 32 al 35%) sia rappresentato da ingressi per periodi pari o inferiore ai 2 giorni. Non secondario il rilievo per cui la congestione delle carceri determina altresì problemi nell’assicurare il rispetto di standard minimi di dignità umana, concorrendo a fare del carcere una esperienza criminogena piuttosto che rieducativa. In tal senso si è ritenuto che la novella di cui al D.L. 211/2011 esuccessiva legge di conv., incidendo sulla compressione dei tempi di celebrazione delle direttissime e sulla selezione dei luoghi ditrattenimento degli arrestati, offra una opportunità di miglioramento della efficienza della giustizia penale, ove interpretata nel senso di incentivare il ricorso al giudizio direttissimo (con parallelo sollievo dell’Ufficio G.I.P.,particolarmente gravato in terra di criminalità mafiosa, dalla celebrazione delle convalide anche per reati di modesta gravità), idoneo a condurre ai riti deflattivi del dibattimento, e costituisca insieme una sfida, imponendo una riorganizzazione degli uffici di Procura e di Tribunale, per rispondere a termini più serrati e stringenti, e la predisposizione di luoghi fisici nuovi (camere di sicurezza), finora del tutto mancanti nel nostro territorio e piùrispettosi dei diritti fondamentali dell’arrestato. L’incontro ha favorito la conoscenza e il confronto con l’esperienza ,già ‘collaudata’ da oltre dieci anni, di trattazione centralizzata delle convalide e dei giudizi direttissimi presso il Tribunale di Milano. [continua a leggere qui...]

I MATERIALI:

4 aprile 2012
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