Attualità

Terrorismo e diritti fondamentali

Seminario a Pisa l'11 e il 12 marzo

PISA - "Terrorismo internazionale. Politiche della sicurezza. Diritti fondamentali". E' il titolo del seminario che si terrà presso l'Università di Pisa l'11 e il 12 marzo 2016.

L'incontro è organizzato da Questione Giustizia e Magistratura democratica in collaborazione con MEDEL, magistrats européens pour la démocratie et les libertés, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Ordine avvocati di Pisa,Ordine avvocati di Livorno e Ordine dei giornalisti della Toscana.

Il seminario, dedicato ad Alessandro Pizzorusso, è aperto alla partecipazione di tutti e prevede il riconoscimento di crediti formativi.

LEGGI IL PROGRAMMA (allegato anche in fondo alla pagina)


LA PRESENTAZIONE

”Negli ultimi anni le politiche di sicurezza messe in campo dai Paesi occidentali hanno costituito la risposta primaria al terrorismo internazionale. Sulla minaccia terroristica, in particolare di matrice jihadista, si concentrano oggi anche le paure crescenti della popolazione. Dopo gli attacchi che hanno straziato Parigi nel 2015, causando centinaia di vittime, le istituzioni francesi hanno reagito, tra le altre cose, con la recente dichiarazione dello stato di emergenza e col tentativo di rendere permanenti le misure d’eccezione, inserendole nella Costituzione. Un segnale eclatante che ha suscitato anche uno scontro politico all’interno del governo francese.

Le relazioni che si innestano tra paura, sicurezza e terrore sono sempre più influenzate anche dal ruolo dei media. Sono ancora vive nel ricordo di tutti le lunghe dirette TV sulle operazioni dei GIS francesi, così come la diffusione di messaggi terrorizzanti, non sempre sostenuti da adeguate informazioni. Si pensi all’allarme lanciato recentemente da Europol sulla preparazione di attacchi terroristici in larga scala o ai giorni d’angoscia vissuti a Bruxelles, quando, per il rischio attentati, è stata decretata la “chiusura” dell’intera città. Momenti che richiamano alla mente circostanze e angosce del passato. 

Sempre attuale è, invece, la necessità di mantenere il delicato equilibrio tra politiche di sicurezza da una parte, e diritti fondamentali, libertà individuali e garanzie dello Stato di diritto dall’altra. «Ne faisons pas de juridisme» è il messaggio lanciato al Parlamento dal primo ministro francese. Ma si può dire davvero che il rispetto delle regole giudiriche nel vivere sociale è in antitesi con le esigenze di sicurezza dei cittadini?

Il seminario si inserisce in questo contesto, con l’obiettivo di analizzare le difficili sfide che esso pone alle democrazie e di comprendere come sconfiggere la minaccia terroristica salvaguardando le libertà degli individui e la centralità del ruolo di garanzia della giurisdizione.

A tal fine alcuni tra i massimi esperti del settore discuteranno delle nuove forme di terrorismo e delle forme di contrasto nazionali e internazionali. Attenzione sarà dedicata alla cooperazione penale, al ruolo della Corte penale internazionale, di Eurojust e delle altre istituzioni europee. Sarà analizzato l’impatto del terrorismo sui diritti delle persone, in specie dei soggetti più deboli e dei migranti. Magistrati di varia provenienza analizzeranno cosa accade nei loro Paesi.

L’ambizione del seminario è di dare un contributo di riflessione, elaborazione e pensiero; un’alternativa ragionata all’emergenzialismo e alle politiche di pura reazione emotiva.”


(9 febbraio 2016)

9 febbraio 2016
Ultimi articoli
Ordinamento penitenziario

Senza paura. Nel nome della sicurezza e dei diritti si approvi la riforma

L’appello di Md e Antigone a tutte le forze politiche
Diritto di asilo

Il diritto di difesa non è uguale per tutti

di Silvia Albano* e Riccardo De Vito**
La previsione dell’audizione del richiedente asilo senza l’assistenza del suo avvocato difensore non solo lede gravemente il diritto di difesa della parte, tutelato dall’art 24 della Costituzione, ma rischia anche di rendere meno efficace e rilevante la stessa audizione del richiedente
Ordinamento penitenziario

Appello al governo

Pubblichiamo il testo di un appello sottoscritto da diverse associazioni in rappresentanza dei mondi dell’università, dell’avvocatura, della magistratura e del volontariato, nonché da autorevoli giuristi e da personalità della società civile. L’appello, indirizzato al Governo, auspica l’approvazione definitiva della riforma penitenziaria, in attuazione delle delega conferita con la l. n. 103/2017. La riforma, giunta a un passo dal varo definitivo con l’approvazione dello schema di decreto legislativo, rischia ora una definitiva battuta d’arresto per via della fine della legislatura.
Rassegna

Una riforma meditata. Non una svuotacarceri

R. De Vito: «Una legge che ridà alla magistratura di sorveglianza la sua autonomia decisionale e il ruolo di garanzia sancito dall’art. 27 della Costituzione» (Il Dubbio)
Ordinamento penitenziario

Per una riforma necessaria

di Riccardo De Vito
Domani, 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri deciderà le sorti della riforma penitenziaria. Nell’auspicare la sua approvazione nella versione originale, pubblichiamo i lavori della Commissione che ha predisposto lo schema di decreto delegato approvato il 22 dicembre 2017
Consiglio superiore della magistratura

Soggetti soltanto alla legge. I magistrati e le carriere

di Riccardo De Vito
Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti