Referendum

Md e il diritto di parola dei magistrati

Diritto all'impegno, no a strumentalizzazioni

Nell'intervista a "Il Messaggero" del 7 maggio 2016 il Consigliere del CSM Luca Palamara attribuisce all'adesione di Magistratura democratica al Comitato per il NO nel referendum costituzionale l'intenzione di appellarsi alla piazza, e con ciò di ricercare improprio consenso popolare su temi che non potrebbero richiederlo.

Sorprende che chi spende il nome della "Costituzione" come ragione del proprio impegno associativo, confonda l'impegno nella difesa dell'architettura costituzionale con la contingente contesa politica e assimili la leale enunciazione delle ragioni di una scelta ideale a una mera contrapposizione politica, del tutto estranea alle finalità dell'impegno.

Nel respingere ogni tentativo di strumentalizzazione di un'iniziativa referendaria che vede schierati maestri del diritto costituzionale e leali custodi del sistema repubblicano, rivendichiamo il pieno diritto come magistrati associati, di intervenire nel dibattito pubblico tutte le volte in cui sono in gioco principi fondamentali, senza che ciò inquini in alcun modo la nostra indipendenza, l'autonomia e la terzietà nell'esercizio della giurisdizione. E' ovvio che ciò vale per noi, come per i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.

Rassicuriamo il Consigliere Palamara che il nostro intervento pubblico, al pari della sua intervista, non ha finalità di schieramento politico e saprà mantenersi nei binari di un ragionato confronto pubblico.


Il Comitato Esecutivo di Magistratura democratica

(8 maggio 2016)

8 maggio 2016
Ultimi articoli
Ordinamento penitenziario

Senza paura. Nel nome della sicurezza e dei diritti si approvi la riforma

L’appello di Md e Antigone a tutte le forze politiche
Diritto di asilo

Il diritto di difesa non è uguale per tutti

di Silvia Albano* e Riccardo De Vito**
La previsione dell’audizione del richiedente asilo senza l’assistenza del suo avvocato difensore non solo lede gravemente il diritto di difesa della parte, tutelato dall’art 24 della Costituzione, ma rischia anche di rendere meno efficace e rilevante la stessa audizione del richiedente
Ordinamento penitenziario

Appello al governo

Pubblichiamo il testo di un appello sottoscritto da diverse associazioni in rappresentanza dei mondi dell’università, dell’avvocatura, della magistratura e del volontariato, nonché da autorevoli giuristi e da personalità della società civile. L’appello, indirizzato al Governo, auspica l’approvazione definitiva della riforma penitenziaria, in attuazione delle delega conferita con la l. n. 103/2017. La riforma, giunta a un passo dal varo definitivo con l’approvazione dello schema di decreto legislativo, rischia ora una definitiva battuta d’arresto per via della fine della legislatura.
Rassegna

Una riforma meditata. Non una svuotacarceri

R. De Vito: «Una legge che ridà alla magistratura di sorveglianza la sua autonomia decisionale e il ruolo di garanzia sancito dall’art. 27 della Costituzione» (Il Dubbio)
Ordinamento penitenziario

Per una riforma necessaria

di Riccardo De Vito
Domani, 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri deciderà le sorti della riforma penitenziaria. Nell’auspicare la sua approvazione nella versione originale, pubblichiamo i lavori della Commissione che ha predisposto lo schema di decreto delegato approvato il 22 dicembre 2017
Consiglio superiore della magistratura

Soggetti soltanto alla legge. I magistrati e le carriere

di Riccardo De Vito
Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti