"Opportuna partecipazione magistrati

No a sovresposizione e ricerca consenso"

ROMA - La necessità di un confronto continuo tra la giurisdizione e la società civile è convinzione fondante della identità del nostro gruppo: per questo MD, da sempre, rivendica l'opportunità della partecipazione dei magistrati al dibattito politico, sostiene la legittimità della critica pubblica ragionata ai provvedimenti giudiziari e alle attività di indagine, afferma l'intrinseca politicità dell'attività giurisdizionale e contrasta quelle posizioni culturali che tendono, nella sostanza, a restaurare una figura di magistrato avulso dalla realtà in cui opera.

Con la stessa fermezza e lo stesso vigore, però, MD, da sempre, ritiene che l'intervento pubblico del magistrato debba non sovrapporsi al proprio lavoro giudiziario, investire questioni generali ed essere caratterizzato da chiarezza, equilibrio e misura, cioè debba essere svolto in modo da non arrecare pregiudizio al lavoro giudiziario e alla immagine della giurisdizione. E ciò vale, in misura ancor maggiore, per i magistrati che conducono indagini particolarmente rilevanti e delicate sulle quali si concentra l'attenzione pubblica con rischi evidenti di strumentalizzazione, pensiero del resto condiviso in un recente intervento dalla stessa ANM. Soprattutto in questi casi, infatti, è evidente l'inopportunità della ricerca esasperata di esposizione mediatica, anche attraverso la sistematica partecipazione al dibattito, da parte di magistrati, che approfittano dell'autorevolezza e delle competenze loro derivanti dallo svolgimento della attività giudiziaria e utilizzano nel confronto politico le conoscenze acquisite e le convinzioni maturate nel contesto di un'indagine.

Tra l'altro, un esito pericoloso di questa distorsione è la possibile creazione, in luogo diverso dall'ambito processuale, di "verità" preconfezionate che rischiano di influenzare o comunque di far "apparire" parziali l'operato della magistratura e le decisioni giudiziarie. Ed è egualmente inaccettabile la sollecitazione e la ricerca da parte di magistrati del "consenso" ad indagini o all'esito di processi in corso, specialmente se si tratta dei magistrati direttamente investiti di quelle indagini e di quei processi o comunque appartenenti al medesimo ufficio.   

                                                                                                                                                                                       

L'esecutivo di Magistratura Democratica

(19 settembre 2012)


19 settembre 2012
Ultimi articoli
Rassegna

Nel nome dell’interesse dello Stato si fa a pezzi il principio di non colpevolezza

Intervista a Riccardo De Vito, presidente di Md (Il Manifesto, 7 novembre 2018)
Intervento

Il ruolo della magistratura nella difesa delle garanzie

di Mariarosaria Guglielmi
Il garantismo: esigenza della giurisdizione, fondamento della sua indipendenza
Minori

Prime riflessioni sul Ddl Pillon

di Giulia Marzia Locati
Dal superiore interesse del minore ad una visione adulto centrica delle relazioni familiari
Medel/Aed

Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés)/Aed (Avocats Européens Democrates): Magistrati e Avvocati dalla parte dei valori comuni

di Mariarosaria Guglielmi
Le conclusioni comuni della conferenza internazionale L’indipendenza della Giustizia in Europa, Magistrati/Avvocati/Duo/Duel (Bruxelles, 26 maggio 2018)
Rassegna

I magistrati democratici europei: «Le costituzioni affermino il ruolo dell’avvocato»

Il Dubbio, 29 settembre 2018
Polonia

Encj: il Consiglio di Giustizia (KRS) non è un'istituzione indipendente

Le riforme della giustizia hanno prodotto una crisi sistemica dello Stato di diritto. Il KRS non è in grado di sostenere il sistema giudiziario nell’esercizio indipendente della giurisdizione