Nell'articolo "Circolari ad Correntes"

Bruno Tinti fornisce dati fuorvianti per attaccare il Csm

ROMA - Carlo Fucci eletto nel direttivo della ANM per Unita per la Costituzione negli anni 2002-2006 già segretario generale della ANM  nella Giunta presieduta da Bruti Liberati  e vicepresidente  nella Giunta Riviezzo, più volte candidato al CSM e mai eletto, il 25 giugno ha segnalato in lista l’articolo di Bruno Tinti sul “Fatto quotidiano” intitolato “Circolari ad Correntes”.

Dispiace che Bruno Tinti, definito ieri da Galli della Loggia sul Corriere della Sera, valente giurista e magistrato, per  più di 18 anni dirigente di  importanti uffici giudiziari, nella sua foga anti correntista e distruttiva dell’organo di autogoverno, fornisca dati non corrispondenti al vero che non gli fanno onore.

Dispiace doverlo contraddire, ma è necessario farlo per amore di verità.

Edmondo Bruti Liberati e Vittorio Borraccetti sono da sempre in Magistratura democratica e hanno rappresentato al meglio l’idea di magistrato che si riconosce nei valori di MD.

Entrambi erano titolati a concorrere per la Procura della repubblica di Milano quando il posto vacante è stato messo a concorso nel dicembre del 2009

Bruti Liberati è stato nominato procuratore di Milano nel giugno 2010,  mentre Vittorio Borraccetti è stato eletto al Csm nel luglio del 2010 dopo avere partecipato a libere  e democratiche competizioni “primarie”, aperte a tutti i magistrati che si identificavano nei valori di area, prima in sede locale e poi nazionale.

Riassumo per chiarezza i dati  delle elezioni  primarie nazionali che dimostrano in maniera palese ed evidente che Vittorio Borraccetti non è stato “portato” al CSM da MD,  ma liberamente scelto dai magistrati elettori di Area che in quelle primarie  lo hanno  preferito in modo evidente:

BORRACCETTI   1005 


INGROIA                567

ROBERTI               693

ROSSI                    726 



NULLE                       9


BIANCHE                84

VOTANTI            3084

Peraltro appare anche opportuno chiarire che il termine per prorogare il servizio dei magistrati fino al 75 esimo anno di età era stato sempre riconosciuto come non perentorio  dal CSM in tutti i numerosi casi casi in cui l'istanza di trattenimento era stata presentata fuori termine, purché in tempo comunque utile a valutarne l'ammissibilità. Tale interpretazione, semplicemente confermata dalla circolare del 20 gennaio 2010, è stata , peraltro, condivisa dal Consiglio di Stato  (sent. n. 6051/11)  e  ribadita  da  una successiva legge interpretativa  (d.l. n. 138/11 art. 1/17), sicché tutte le elucubrazioni suggestivamente esposte dal dottor Tinti sono smentite dai fatti e si qualificano da sole.     

Ancora una volta non si è persa occasione, attraverso maliziose informazioni, volte a mettere in cattiva luce l’organo di autogoverno, di attaccare la giurisdizione la cui indipendenza viene tutelata solo da CSM.

Il CSM è  un organo collegiale a composizione mista, le cui decisioni, sempre criticabili, sono comunque il frutto dell'espressione del principio democratico di maggioranza. Nella sua azione  non mancano difetti e scelte sbagliate che sono state criticate  anche aspramente. E’ giusto  per questo pretendere coerenza e trasparenza. Ma tutt’altro significato ha  attaccare l’organo di autogoverno,  al solo scopo di darne una immagine negativa basata su dati  fuorvianti e non corrispondenti  al vero.

Un intento che sembra voler fornire soltanto  spunti  a chi questo Autogoverno vuole distruggere  per distruggere la magistratura e la sua indipendenza. Il Csm resta, invece, centrale ed insostituibile e lo è tanto di più con un agire responsabile e consapevole, trasparente e adeguatamente motivato.

Tutti ci stiamo impegnando sul percorso della autoriforma, ma non è  alimentando maliziose  e sbagliate ricostruzioni volte solo a colpire le persone che si rende  un servizio alla  giustizia  ed  alla giurisdizione.

Tanto dovevo per rispetto alla magistratura, a MD,  ma soprattutto a Vittorio Borraccetti ed ai tanti liberi elettori che lo hanno scelto.



 Anna Canepa, Segretario generale di Magistratura Democratica  

 (27 giugno 2013)

27 giugno 2013
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