Md convidide ragioni sciopero CGIL

di Piergiorgio Morosini
Morosini: "Risposta a aggressioni diritto del lavoro"

ROMA - Magistratura democratica condivide le ragioni dello sciopero generale convocato per il 6 settembre dalla CGIL per contestare il metodo e i contenuti della manovra finanziaria finalizzata al riequilibrio dei conti pubblici. Lo sciopero costituisce una risposta alle aggressioni ai principi del diritto del lavoro e alla rappresentanza sindacale che hanno costituito la base della crescita dei diritti individuai e sociali e pone nel dibattito pubblico una diversa visione del lavoro, del welfare, delle relazioni tra associazioni, persone e istituzioni che merita attenzione.

Delle proposte annunciate nei giorni scorsi, alcune delle quali peraltro già ritirate, preoccupa un aspetto che pare accomunarle tutte. L’approfittare della crisi finanziaria per manomettere i caratteri sociali della Costituzione italiana, peraltro già messi in discussione con il progetto di riforma dell’art.41 nella parte in cui sancisce che l’iniziativa economica è libera ma “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.

Le misure in esame in Parlamento non paiono affrontare i problemi legati alla crescita, all’occupazione e allo sviluppo del Paese. I tagli imposti agli enti locali, se approvati, si risolverebbero nell’ennesimo attacco ai diritti delle fasce più deboli della società. Gli stessi servizi essenziali per l’infanzia e per i disabili sono minacciati dalla manovra finanziaria.

Denunciamo, anche come magistrati, l’indebolimento complessivo e progressivo che la dignità della persona, vero fondamento della nostra Carta costituzionale, sta conoscendo in tutti i suoi aspetti.

Così come accaduto con la proposta di declassazione delle festività civili del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, che umiliavano sul piano simbolico il valore della Costituzione, auspichiamo che tutte le misure che si traducono in una palese lesione ai diritti delle fasce più deboli vengano ritirate al più presto.

 

Piergiorgio Morosini, Segretario Generale di Magistratura democratica.

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