Il Caso Ingroia e valutazioni del Csm

Md: "Non stigmatizzare magistrato che dichiara fedeltà alla Costituzione"

La proposta di delibera che la Prima Commissione ha licenziato con riferimento alle dichiarazioni rese dal dr.Antonio Ingroia in occasione di un congresso di partito esclude, come è ovvio, la sussistenza di possibili rilievi disciplinari e la sussistenza di elementi rilevanti ai fini del trasferimento d’ufficio. Nonostante queste conclusioni, che impongono l’archiviazione della pratica aperta su richiesta dei consiglieri Zanon e Calvi, la proposta prevede la trasmissione degli atti alla commissione competente per le valutazioni di professionalità affinché consideri l’inserimento della delibera nel fascicolo personale del magistrato. 

Tale ipotesi, che sottende non chiari rilievi di ordine deontologico, apre una pagina preoccupante nella vita del Consiglio e nella professione dei magistrati, introducendo opinabili considerazioni critiche legate alla opportunità delle manifestazioni del pensiero che il magistrato effettui partecipando al dibattito pubblico.Ciò è tanto più preoccupante in quanto il carattere di “opportunità” di una condotta è per propria natura soggettivo e non codificabile e, qualora applicato a un diritto fondamentale della persona, suscettibile di condizionarne l’esercizio e di prestarsi ad applicazioni contraddittorie e strumentali.

Così il Consiglio, chiamato recentemente in diversi casi a valutare discutibili condotte professionale inerente alla gestione di delicati uffici giudiziari, ora rischia di stigmatizzare in maniera assai più rilevante il profilo professionale di un magistrato che dichiara pubblica fedeltà alla Costituzione, dimenticando che alle istituzioni si chiedono valutazioni rigorose ed istituzionali e non opinioni più o meno soggettive sul contenuto o sulla forma delle dichiarazioni rese dai magistrati che non contrastano coi limiti fissati dalla disciplina in vigore.

Piergiorgio Morosini      Luigi Marini.

13 febbraio 2012
Ultimi articoli
Rassegna

«Csm, il sorteggio non può garantire il pluralismo»

di Giulia Marzia Locati
Pubblicato da il Fatto Quotidiano del 12 luglio 2019
Rassegna

«Ma il sorteggio mortifica il Csm»

Lettera di Mariarosaria Guglielmi al direttore de la Repubblica
Rassegna

Lo scandalo al Csm e le buone ragioni dell’associazionismo dei magistrati

di Gaetano Azzariti
Pubblichiamo articolo tratto dal il manifesto del 21 giugno 2019
In ricordo

L’attualità dell’insegnamento e della testimonianza di Salvatore Senese

di Edmondo Bruti Liberati
In tutte le sue diverse esperienze di “magistrato impegnato” ha mostrato come la fermezza sui valori e sulle idee debba unirsi all’ascolto e al confronto rifuggendo sempre da ogni settarismo
In ricordo

Per Salvatore Senese

di MD Toscana
Il vuoto lasciato dalla sua scomparsa non è di quelli che possano essere facilmente colmati. Non lo sarebbe stato in nessuna fase della vita di Magistratura democratica. Ma oggi, con tutto quello che sta succedendo, è facile capire che quel vuoto rimarrà per molto tempo ad ammonirci
In ricordo

Salvatore Senese, la sua lezione di fronte allo squallore di oggi

Proponiamo il brano di Luigi Ferrajoli pubblicato da il manifesto del 18 giugno 2019.

Nelle sue parole, il miglior antidoto alla demagogia di chi chiede il dissolvimento delle associazioni e, così facendo, impedisce un reale cambiamento delle stesse o propone di cambiare tutto per non cambiare niente. (L’Esecutivo nazionale di Magistratura democratica)