G8 Genova

Alle parole di Gabrielli seguano fatti concreti e coerenti sulla gestione dei processi decisionali interni alle forze di polizia, dell’ordine pubblico e delle manifestazioni di piazza

ROMA - Apprezziamo le parole del Capo della Polizia Franco Gabrielli sui fatti di Genova.

Auspichiamo che ora alle parole seguano fatti concreti a partire dal consolidarsi di segnali di gestione dell'ordine pubblico e delle manifestazioni di piazza coerenti con quelle parole.

Per tutti i cittadini un importante terreno di verifica dell’effettivo processo di democratizzazione delle forze di polizia sarà rappresentato dalle decisioni che verranno assunte in relazione alla possibilità che vengano reintegrati i dirigenti condannati.

Nel confermare il giudizio del tutto negativo sulla legge introduttiva (L. 110/17) di un reato di tortura spogliato dei suoi elementi essenziali e distante dal testo della Convenzione ONU, riteniamo necessaria l'urgente introduzione nell'ordinamento di quegli strumenti idonei a prevenire, a reprimere e a indagare su quel reato: primo fra tutti, come rilevato dallo stesso Gabrielli, l'adozione dei codici identificativi delle polizie.

Siamo consapevoli che, in questa epoca di tensioni sociali, di svuotamento della democrazia rappresentativa e di criminalizzazione del dissenso e della solidarietà, l'ordine pubblico rischia di divenire la camera di compensazione di conflitti non risolti sul piano del riconoscimento dei diritti e dello stato sociale.

Occorreranno, anche da parte della magistratura, risposte orientate dalla legalità costituzionale.

Magistratura democratica, 21 luglio 2017

21 luglio 2017
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