Sequestro fondi Lega

Dichiarazioni del ministro Salvini: inaccettabile contrapporre accertamento giudiziario a volontà espressa dal consenso elettorale

La magistratura è attenta ai limiti delle sue funzioni e non si interessa di chi esercita la funzione di indirizzo politico

 

Con le dichiarazioni del ministro Salvini sul provvedimento di sequestro dei fondi della Lega, non siamo di fronte alla valutazione critica di provvedimenti e di iniziative giudiziarie che in uno Stato di diritto è legittima ed essenziale, ma ad affermazioni inaccettabili, che evidenziano toni e contenuti intimidatori.

L’accusa alla magistratura di intervenire per scopi politici e di agire per ribaltare le scelte compiute democraticamente dagli elettori ha una portata eversiva, e realizza una grave interferenza rispetto all’esercizio delle prerogative che alla giurisdizione spettano a tutela dei diritti e della legalità.

Contrapporre l’accertamento giudiziario alla volontà espressa dal consenso elettorale significa riproporre una visione falsamente democratica del potere come immunità dal controllo di legalità, svolto da un’autorità giudiziaria indipendente.

La magistratura è consapevole e attenta ai limiti delle sue funzioni e non si interessa di chi esercita la funzione di indirizzo politico.

Come in passato, temiamo la pretesa di esercitarla al di fuori dei vincoli che pone la Costituzione a tutela dell’eguaglianza di tutti di fronte alla legge e dell’indipendenza della magistratura.

 
Mariarosaria Guglielmi, segretaria generale di Magistratura democratica
Riccardo De Vito, presidente di Magistratura democratica

7 settembre 2018
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(Il Manifesto, 7 agosto 2019)