Tecnologia e processo

Continuando a discutere: i prossimi incontri nazionali telematici

di Esecutivo nazionale di Magistratura democratica
Un confronto nazionale condotto in videoconferenza e aperto a tutti. Per discutere su come le tecnologie possano influenzare la giurisdizione, la cultura del giudice, il suo modo di approcciare il lavoro e i paradigmi del processo penale e civile.

L’emergenza ha imposto la sperimentazione, anche nella giurisdizione, di nuove modalità organizzative del lavoro, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia. Con l’ausilio di queste innovazioni e con l’impegno comune della magistratura, dell’avvocatura, della magistratura onoraria e del personale amministrativo, siamo riusciti a far fronte all’impatto esiziale sulla giurisdizione e sui diritti, provocato dalla drammatica emergenza sanitaria in corso.

Riteniamo sia possibile incominciare a valorizzare le esperienze “positive” di questa stagione e i risultati di un lavoro collettivo che si è svolto negli uffici e fra gli uffici, per calibrare nuove modalità di organizzazione del lavoro e di offerta del servizio giustizia.

L’obiettivo è quello di dare alla magistratura gli strumenti per governare una “nuova” complessità, fatta di opportunità e di rischi, senza preclusioni e senza semplificazioni, in vista di una prospettiva essenziale per la giurisdizione: un recupero di efficienza e di qualità mai indifferente ai suoi valori, nella consapevolezza che anche le scelte organizzative e di innovazione contribuiscono a plasmarla.

All’esito di un primo dibattito sulle liste, abbiamo pensato di avviare un confronto nazionale, aperto a tutti, per comprendere come le tecnologie (mai come in questo caso il plurale è d’obbligo) possano incidere sulla giurisdizione, sulla cultura del giudice, sul suo modo di approcciare il lavoro e sui paradigmi del processo civile e penale.

Non scioglieremo, probabilmente, tutte le incertezze, ma il confronto ci aiuterà ad affrontare il futuro, con maggiore consapevolezza.

Ne discuteremo, con modalità telematiche, secondo il seguente programma:

 
SETTORE PENALE
30 aprile 2020 - ore 16:00
 
 
Coordina
Stefano Musolino
(Procura Reggio Calabria)

L’UDIENZA DA REMOTO

Introducono
Elisabetta Canevini
(Tribunale Milano)
Piergiorgio Morosini
(Tribunale Palermo)

 

Apre la discussione
Gaetano Ruta
(Procura Milano)
 

Una preliminare conoscenza: le esperienze straniere in materia di smaterializzazione dell’udienza.

Udienza da remoto: c’è un nucleo irrinunciabile di attività che pretende la fisicità dell’udienza? La sua smaterializzazione potrà essere la regola o l’eccezione? In quali casi l’oralità non è un valore irrinunciabile? In quali casi la fisicità del rapporto e/o dell’attività processuale non è un valore irrinunciabile? 

Un tentativo: la casistica delle ipotesi di udienza e dell’attività da remoto, nella prossima transizione e nella futura normalità.

 

TIAP

Introducono
Adriano Scudieri
(Procura Milano)
e Stefano Pesci
(Procura Roma)
 

La digitalizzazione del fascicolo: problematiche e prospettive. L’attuale sistema operativo è performante? Ed è implementabile oppure è necessario/conveniente ricominciare daccapo? Esistono sistemi specifici, più funzionali alle esigenze delle parti del processo penale?

Le possibilità di esplorare, selezionare e “lavorare” il materiale digitalizzato.   

 

 

GLI APPLICATIVI

Introducono
Pasquale Liccardo 
(Tribunale Modena)
ed Enrico Consolandi
(Tribunale Brescia)

 

Applicativi di proprietà o in concessione? Come selezionarli, come implementarli in vista della specificità della loro funzione, come manutenerli, come gestire in maniera più snella ed efficiente l’assistenza? È possibile una domotica dell’udienza che riduca la burocrazia amministrativa ed assottigli il cartaceo?

Il ruolo della magistratura per le progressioni future degli applicativi.

 

Interventi programmati
Claudio Castelli
(Corte d’Appello Brescia)
Elisabetta Cesqui
(Procura Generale Corte di Cassazione)
Sergio Sottani
(Procura Generale Ancona)
Lucia Lotti
(Procura Roma) 

 

 

 

SETTORE CIVILE
8 maggio 2020 - ore 16:00
 
Coordina
Elena Riva Crugnola
(Tribunale Milano)
 
 

GLI APPLICATIVI

Introducono
Pasquale Liccardo
(Tribunale Modena)
ed Enrico Consolandi
(Tribunale Brescia)
 

Adeguatezza dell’attuale sistema informatico e assistenza: la complessità dell’udienza da remoto e del processo virtuale in generale necessita di un sistema informatico adeguato e di un’assistenza in tempo reale.

Riteniamo che quelli attuali siano sufficienti?

 

TRATTAZIONE SCRITTA
E UDIENZA DA REMOTO

Introduce
Luciana Breggia
(Tribunale Firenze)
 

La ricerca del difficile equilibrio tra trattazione scritta e orale: snodi processuali in primo grado, secondo grado e Cassazione.

Quali sono le attività che, dopo la fase emergenziale, potranno ancora essere svolte, nei diversi gradi di giudizio, tramite la trattazione scritta e l’udienza da remoto? E quali sono, invece, le attività che – poiché qualificanti per la giurisdizione – non potranno che essere svolte con le modalità tradizionali?

 

CONCILIAZIONE DA REMOTO

Introduce
Anna Luisa Terzi
(Corte d’Appello Trento)
 

La conciliazione da remoto può essere intesa come conciliazione in sede protetta? Più in generale: è possibile per il giudice accertare l’effettiva volontà delle parti nel corso di un’udienza virtuale? E se sì, in che termini?

 

Interventi programmati
Martina Flamini
(Tribunale Milano)
Antonella Di Florio
(Corte di Cassazione) 
23 aprile 2020
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