Delega penitenziaria

Verso un carcere nuovo?

Approvato in via preliminare dal Cdm il decreto legislativo di attuazione

Ieri, 22 dicembre 2017, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo di attuazione della delega penitenziaria conferita a luglio scorso. A più di quarant’anni dalla riforma del 1975, si riparte dall’art. 27, comma 3, della Costituzione e dalla spinta verso una penalità penitenziaria orientata al superamento degli automatismi, al favore per le alternative al carcere, all’attenzione per il trattamento e per i diritti delle persone ristrette. Valuteremo con attenzione il contenuto concreto ed effettivo del decreto, ma al momento esprimiamo soddisfazione per la direzione assunta. È significativo e bello che il primo passo sia stato intrapreso in coincidenza con il settantesimo anniversario dell’approvazione della Carta costituzionale, segno indiscutibile della sua vitalità.

L’esecutivo di Magistratura democratica

23 dicembre 2017
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Appello al governo

Pubblichiamo il testo di un appello sottoscritto da diverse associazioni in rappresentanza dei mondi dell’università, dell’avvocatura, della magistratura e del volontariato, nonché da autorevoli giuristi e da personalità della società civile. L’appello, indirizzato al Governo, auspica l’approvazione definitiva della riforma penitenziaria, in attuazione delle delega conferita con la l. n. 103/2017. La riforma, giunta a un passo dal varo definitivo con l’approvazione dello schema di decreto legislativo, rischia ora una definitiva battuta d’arresto per via della fine della legislatura.
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Una riforma meditata. Non una svuotacarceri

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Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti