Speciale XXI Congresso

Mozione su pena e carcere

MOZIONE SU PENA E CARCERE

Magistratura democratica intende promuovere, con l’avvocatura e con articolazioni della società civile, un grande dibattito e iniziative sul sistema dell’esecuzione della pena detentiva, oggi ancora troppo confuso e colpevolmente distratto. Il carcere deve cessare di essere quel luogo oscuro in cui confinare le insicurezze collettive per divenire il luogo in cui la privazione della libertà venga vista come il percorso necessario per restituire alla società un individuo realmente consapevole.

Va respinto con forza il disegno di una cultura – presente anche in una parte della magistratura - purtroppo fondata sulla convinzione che i problemi che la società non riesce a risolvere possano essere scaricati sul carcere e sulla sua ‘inevitabilità’.

Una nuova stagione di ri-costruzione di un sistema di esecuzione più rispondente al dettato della Costituzione, al senso di umanità (costantemente richiamato nelle pronunce della CEDU), alla dignità della persona e alla tutela dei diritti del detenuto passa attraverso:
a) un  ripensamento del sistema delle pene e della loro esecuzione;
b) un nuovo volto alle misure alternative;
c) un ricorso alle nuove forme di giustizia c.d. ‘riparativa’.
In questa direzione, MD intende:
a) sostenere con forza l’approvazione del progetto di legge delega di riforma dell’ordinamento penitenziario chiedendone subito lo stralcio dal testo complessivo di riforma del processo penale;
b) chiedere che si dia al più presto attuazione alle proposte finali degli ‘Stati Generali dell’esecuzione della pena’;
c) promuovere una ragionata riflessione sul sistema dei cc.dd. regimi differenziati (art. 41 bis ord. penit. e circuito ‘alta sicurezza’) soprattutto nel senso di una riconsiderazione delle finalità e dei presupposti;
d) pretendere una ridefinizione del sistema delle preclusioni (art. 4 bis ord. penit.) per dare nuovo slancio e contenuto alla discrezionalità delle decisioni della magistratura di sorveglianza sui percorsi rieducativi del singolo. Ogni riforma in materia penitenziaria non può invero sottrarsi all’individuazione di un punto di equilibrio tra le scelte di politica criminale e penitenziaria (che competono al legislatore) e la sfera di discrezionalità in funzione individualizzante (riservata alla giurisdizione rieducativa) ma sempre nel quadro dei limiti invalicabili costituiti dai diritti fondamentali di ogni individuo, anche colpevole di gravi delitti. 

(6 novembre 2016)


ALLEGATI

6 novembre 2016
Ultimi articoli
27 gennaio, Giornata internazionale della Memoria .

Md, il ricordo del passato per capire il presente

Come ogni anno, da quando fu indetta dall’Assemblea Generale dell’Onu il 1° novembre del 2005, si tiene il 27 gennaio la giornata internazionale della Memoria dedicata al ricordo dell’Olocausto
1
Minori stranieri non accompagnati.

I giudici scendono in campo: «Sono ragazzi da tutelare»

Intervista a Carlo Sorgi, segretario di Md per l’Emilia-Romagna (La Repubblica-Bologna, 14 dicembre 2018)
1
70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Turchia, l’appello in difesa dei diritti e dello Stato di diritto *

Per la Platform for an Independent Judiciary in Turkey, arresti, detenzioni arbitrarie e il diniego di un processo equo da parte di corti indipendenti e imparziali sono un fatto costante
1
Rassegna.

Nel nome dell’interesse dello Stato si fa a pezzi il principio di non colpevolezza

Intervista a Riccardo De Vito, presidente di Md (Il Manifesto, 7 novembre 2018)
1
Intervento.

Il ruolo della magistratura nella difesa delle garanzie

di Mariarosaria Guglielmi
Il garantismo: esigenza della giurisdizione, fondamento della sua indipendenza
1
Minori.

Prime riflessioni sul Ddl Pillon

di Giulia Marzia Locati
Dal superiore interesse del minore ad una visione adulto centrica delle relazioni familiari
1