Riviste QG

Speciale processo Thyssen

La sicurezza sui luoghi di lavoro

presentazione a cura di Luigi Marini

Il n.2/2012 di Questione Giustizia è interamente dedicato al processo Thyssen e al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Un’analisi ragionata della sentenza, di cui sono riportati ampi stralci nella prima parte del volume, ci è sembrata un’utile occasione per affrontare il tema della sicurezza sul lavoro da più punti di vista: i riflessi civilistici e la monetizzazione della salute; i profili dell’organizzazione aziendale e il suo impatto sulla salute dei lavoratori; il tema della responsabilità delle persone giuridiche; i profili dell’organizzazione degli uffici giudiziari e dell’effettività dell’intervento di controllo. Il tutto accompagnato da un ampio intervento che “fa la storia” della tutela della salute sui luoghi di lavoro e affronta i nodi politici dell’attualità.

Il dibattito su responsabilità colposa e dolosa, che non può essere compreso se separato dalle specificità della vicenda Thyssen, non poteva esaurire la nostra attenzione, perché di lavoro si muore ogni giorno e perché la fabbrica continua a uccidere le persone che vivono nei dintorni.

L’intervento della magistratura è stato decisivo per sostenere nei decenni la crescita culturale e politica che ha aumentato i livelli di tutela, ma quell’intervento e quella tutela non hanno fatto abbastanza. Di qui il richiamo a un impegno chedeve restare alto e farsi sempre più concreto (si rinvia anche ai documenti delle procure piemontesi e al commento pubblicati sul n.1/2011 della Rivista).

Gli articoli presenti sul volume sono scaricabili dal sito di Franco AngeliEditore.

A propositodi effettività di tutela, sono reperibili sul nostro sito il protocollo stipulato dalle procure della Repubblica toscane, coordinate dal procuratore generale Beniamino Deidda, con gli enti pubblici competenti in materia di sicurezza sul lavoro; la circolare 2008 della Procura generale di Torino (testo pubblicato su Il Foro Italiano); le istruzioni date dal Procuratore della Repubblica di Alba (v. n.1/2011 di Questione Giustizia).

 

IL SOMMARIO

Introduzione. Mai più

Parte prima. La sentenza Thyssen. Corte assise Torino - 15 aprile 2011 pres. Iannibelli, est. Dezani - imp. Espenhahn + 5

Beniamino Deidda, Dall’ineluttabile fatalità al processo Thyssen

Andrea Natale, Dopo la Thyssen

Roberto Riverso, Le statuizioni civili della sentenza Thyssen

Daniele Di Nunzio, Modelli organizzativi, sistemi di gestione della salute e sicurezza e benessere dei lavoratori

Luigi Marini, Sicurezza sul lavoro, intervento giudiziario e organizzazione degli uffici. Considerazioni minime per una quotidianità diffusa

Luca Poniz, Intervento di tutela e responsabilità delle persone giuridiche

Hanno collaborato a questo fascicolo



DOCUMENTI IN PDF:

18 luglio 2012
Ultimi articoli
Ordinamento penitenziario

Per una riforma necessaria

Domani, 22 febbraio 2018, il Consiglio dei Ministri deciderà le sorti della riforma penitenziaria. Nell’auspicare la sua approvazione nella versione originale, pubblichiamo i lavori della Commissione che ha predisposto lo schema di decreto delegato approvato il 22 dicembre 2017
Consiglio superiore della magistratura

Soggetti soltanto alla legge. I magistrati e le carriere

di Riccardo De Vito
Riemergono le carriere all’interno del corpo professionale e, con queste, l’imprinting verticale della magistratura. Ne risentono l’autonomia della giurisdizione e, al dunque, l’uguaglianza delle persone davanti alla legge. Occorre studiare la patologia per formulare prognosi e trovare antidoti
Consiglio superiore della magistratura

La discrezionalità del Consiglio: una prerogativa irrinunciabile dell’autogoverno o un peso insostenibile per la magistratura?

di Mariarosaria Guglielmi
La discrezionalità è una prerogativa irrinunciabile per l’autogoverno e lo strumento per conformare le scelte di amministrazione ai valori costituzionali e alle esigenze della giurisdizione. La rinuncia alle prerogative di discrezionalità delinea una nuova fisionomia del Csm, funzionale ad una ristrutturazione in senso verticistico e burocratico dell’ordine giudiziario, e riduce il suo ruolo politico nella difesa e nella promozione dei valori che sono a fondamento della giurisdizione. In questa consapevolezza la magistratura deve ritrovare il senso dell’appartenenza all’istituzione consiliare e l’aspirazione ad un autogoverno all’altezza delle aspettative di giustizia della collettività.
Giornata della memoria 2018

Le leggi razziali, i magistrati, i giuristi, le riviste giuridiche

di Carlo Brusco
Ricordiamo i magistrati caduti nella guerra di liberazione o uccisi dai nazifascisti e quanti furono dispensati dal servizio ed emarginati a causa delle leggi razziali del regime fascista
Polonia

La riforma del sistema giudiziario

La risoluzione dell'assemblea dei giudici della suprema Corte polacca
L'intervento

Il senso e l'etica del mestiere del magistrato

Due recenti casi richiamano la magistratura all'etica dei comportamenti