Riforma

Magistratura onoraria

Le proposte di Udgp

Le Associazioni dei Magistrati onorari sono impegnate da qualche mese in un serrato confronto con il Ministro della Giustizia del nuovo Governo on. Orlando sui temi della riforma della magistratura onoraria.

La situazione attuale è ad un bivio.Le rappresentanze unitarie dei giudici di pace ed onorari hanno formulato proposte su tutto l’assetto della Riforma. Il Ministro con spirito di iniziativa ha ascoltato tutti ed ha, a sua volta, riproposto gli ambiti entro i quali, verificate le disponibilità del bilancio dello Stato ed i pareri dei vari ministeri, si potrà pervenire ad un accordo di massima.

Nel frattempo alcune associazioni sindacali dei magistrati onorari ed una di giudici di pace hanno proclamato scioperi nazionali e locali (i primi dal 3 al 7 giugno ed i secondi dal 3 al 4 giugno u.s.). Dopo gli scioperi il Ministro potrebbe riconvocare le associazioni per continuare e terminare velocemente la consultazione già iniziata con i c.d. tavoli tecnici. Unità Democratica Giudici di Pace ha sottoscritto, finora, tutti i documenti unitari delle associazioni dei giudici di pace, ma si è dissociata dagli attuali scioperi ed ha cercato di riportare la discussione su un piano più calmo, leale e costruttivo possibile.

L’impostazione data da UDGDP è di valorizzazione degli interessi collettivi dei giudici onorari e di pace sulla base di una piattaforma sindacale, che tenga conto anche del panorama nazionale della società italiana attuale. Le esigenze rappresentate dal Ministro della Giustizia vanno comprese e non se ne può non tenerne conto.

La rappresentanza sindacale è diversa dalla difesa in giudizio degli interessi delle parti individuali che sono difese da propri avvocati. Anche se la categoria dei giudici onorari è, oggi, rappresentata quasi totalmente da avvocati, ciò non vuol dire che le associazioni debbano rappresentare soltanto i “clienti” giudici di pace ed onorari attuali con i loro interessi individuali.

Nessun vero Sindacato dimentica la società e soprattutto i giovani che aspirano ad entrare nel mondo del lavoro.In questo caso si tratta di mutamento di status: da liberi professionisti a lavoratori onorari della giustizia. Ecco perchè UDgdp ha, da molti anni ormai, proposto un’incompatibilità assoluta tra le funzioni di avvocati - liberi professionisti e quella di lavoratori onorari della giustizia.

E’ vero che la Costituzione Italiana menziona all’art.106, comma secondo, la Magistratura Onoraria nell’ambito dell’ordinamento giudiziario, laddove dice chiaramente “la legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli”.

Ma è vero anche che sulla giustizia di pace, introdotta con legge del 1991, dopo oltre quarant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, si è riversata l’attenzione e l’aspettativa del popolo italiano.

Ora è necessario proprio con questa riforma annunciata dal Ministro unire il precetto costituzionale ad una normativa coerente con l’attuale assetto istituzionale e sociale. Largo ai giovani. E’ il motto del nuovo Governo. Nuova occupazione. Difesa dei più deboli. Magistratura efficiente.

E come UDgdp, appartenendo all’attuale coordinamento unitario delle Associazioni sindacali dei magistrati onorari e di pace, cosa proponiamo? L’abolizione del cottimo con l’aumento delle indennità fisse spettanti ai giudici di pace sulla base della media nazionale attuale delle indennità; la riapertura urgente dei concorsi a posti di giudici di pace, nonché rigore nella selezione dei nuovi giudici di pace ed aggiornamento permanente di quelli in servizio; l’incompatibilità assoluta dei giudici di pace con la professione forense su tutto il territorio nazionale e rigore sul controllo delle incompatibilità attualmente previste; un coordinamento circondariale dei giudici di pace affidato dai Presidenti dei relativi Tribunali ad ad un giudice togato o ad un giudice di pace esperto in organizzazione giudiziaria; la ridefinizione degli organici dei giudici di pace con riduzione degli stessi sull’intero territorio nazionale, in base al relativo carico giudiziario ed alla media dei processi pendenti in ciascuna sede; la previsione di un trattamento previdenziale ed assicurativo; limitati incarichi quadriennali dei giudici di pace con verifiche (quadriennali) della professionalità, diligenza,operosità, aggiornamento periodico, ecc., e, transitoriamente, fino al compimento dell’età massima prevista attualmente per i giudici togati; l’aumento delle competenze per valore nel civile e nel penale dei reati di competenza dei giudici di pace; l’attuazione delle direttive europee in materia di Immigrazione; l’ abolizione dell’obbligatorietà del patrocinio forense dei cittadini nelle cause di competenza dei giudici di pace; l’ attuazione della Costituzione riguardo all’organizzazione degli uffici dei giudici di pace di competenza delle regioni; la tipizzazione delle sanzioni disciplinari e possibilità di audizione dell’interessato sia nel Consiglio giudiziario sia nel Consiglio Superiore della Magistratura; la contrarietà ad un sistema di retribuzione mista per i giudici di pace (fissa più a cottimo) ma solo fissa per la valutazione della qualità della giurisdizione e non della quantità, con accresciuto controllo della domanda di giustizia da parte dei giudici di pace(riunione dei giudizi, cause seriali, ecc.).

In particolare UDgdp ha sottoscritto, assieme alle altre associazioni, le linee programmatiche per la riforma dell’ordinamento della magistratura di pace ed onoraria e tutti gli altri documenti unitari e continua a credere in una possibilità vera che la trattativa con il Ministro Orlando possa sbloccarsi e concludersi positivamente per tutti se saranno valorizzati i temi concreti di una magistratura di pace ed onoraria qualificata, autonoma, indipendente, senza incompatibilità, rinnovata ed efficiente, retribuita non a cottimo, europea, aggiornata, di prossimità ai cittadini.

Per questo ci rivolgiamo anche alle associazioni dei giudici togati (Magistratura Democratica,Area ed all’Associazione Nazionale Magistrati) perchè, aperto un dialogo serrato, si possa lavorare tutti insieme per una vera giurisdizione in nome del popolo e soggetta solo alla legge, nell’autonomia e nell’indipendenza nella nostra Repubblica Democratica.

Diego Loveri (Presidente di Unità Democratica Giudici di Pace)

(11 giugno 2014)

11 giugno 2014
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