La sentenza

Il Tar su CG Catanzaro

Riconosciute le ragioni di Area

Pubblichiamo la sentenza n. 226/2013  con la quale il TAR Calabria, Catanzaro, dopo aver richiamato il sistema proporzionale che disciplina l’elezione dei componenti del Consiglio Giudiziario, ha accolto il ricorso di Vincenzo Luberto rilevando che “poiché l’assegnazione dei seggi è fatta per lista, deve coerentemente ritenersi che i seggi conseguiti da ciascuna lista al momento dell’elezione devono essere mantenuti per tutta la durata in carica del Consiglio giudiziario eletto”.

Conseguentemente, nel caso di cessazione di uno degli eletti, questi deve essere sostituito con il magistrato, appartenente alla stessa categoria, che lo segue nella lista di appartenenza. Il seggio lasciato da una collega eletta nella lista di Area deve essere, quindi, attribuito a Vincenzo Luberto.

LEGGI LA SENTENZA

27 febbraio 2013
Ultimi articoli
Rassegna

«Csm, il sorteggio non può garantire il pluralismo»

di Giulia Marzia Locati
Pubblicato da il Fatto Quotidiano del 12 luglio 2019
Rassegna

«Ma il sorteggio mortifica il Csm»

Lettera di Mariarosaria Guglielmi al direttore de la Repubblica
Rassegna

Lo scandalo al Csm e le buone ragioni dell’associazionismo dei magistrati

di Gaetano Azzariti
Pubblichiamo articolo tratto dal il manifesto del 21 giugno 2019
In ricordo

L’attualità dell’insegnamento e della testimonianza di Salvatore Senese

di Edmondo Bruti Liberati
In tutte le sue diverse esperienze di “magistrato impegnato” ha mostrato come la fermezza sui valori e sulle idee debba unirsi all’ascolto e al confronto rifuggendo sempre da ogni settarismo
In ricordo

Per Salvatore Senese

di MD Toscana
Il vuoto lasciato dalla sua scomparsa non è di quelli che possano essere facilmente colmati. Non lo sarebbe stato in nessuna fase della vita di Magistratura democratica. Ma oggi, con tutto quello che sta succedendo, è facile capire che quel vuoto rimarrà per molto tempo ad ammonirci
In ricordo

Salvatore Senese, la sua lezione di fronte allo squallore di oggi

Proponiamo il brano di Luigi Ferrajoli pubblicato da il manifesto del 18 giugno 2019.

Nelle sue parole, il miglior antidoto alla demagogia di chi chiede il dissolvimento delle associazioni e, così facendo, impedisce un reale cambiamento delle stesse o propone di cambiare tutto per non cambiare niente. (L’Esecutivo nazionale di Magistratura democratica)