Ddl Tortura

Amarezza per rallentamento

Ci si allontana da Convenzione Onu

Apprendiamo con amarezza e preoccupazione dell’ennesimo rallentamento dell’iter del disegno di legge relativo all’introduzione del reato di tortura.

La commissione Giustizia del Senato ha apportato alcuni emendamenti al testo approvato dalla Camera il 9 aprile 2015, che, qualora venissero ratificati dall’Aula, renderebbero necessario un ulteriore passaggio a Montecitorio e allontanerebbero l’approvazione di un testo di legge che riteniamo improcrastinabile per lo stato costituzionale di diritto.

Crediamo, inoltre, che gli emendamenti apportati – tra i quali l’introduzione, per la configurazione del reato, delle “reiterate minacce e violenze” e del “verificabile trauma psichico”– sbiadiscano ulteriormente la fisionomia del delitto, allontanandola da quella voluta dalla Convenzione ONU ratificata dall’Italia.

Il Comitato Esecutivo di Magistratura democratica

(9 luglio 2015)

9 luglio 2015
Ultimi articoli
Minori

Prime riflessioni sul Ddl Pillon

di Giulia Marzia Locati
Dal superiore interesse del minore ad una visione adulto centrica delle relazioni familiari
Medel/Aed

Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés)/Aed (Avocats Européens Democrates): Magistrati e Avvocati dalla parte dei valori comuni

di Mariarosaria Guglielmi
Le conclusioni comuni della conferenza internazionale L’indipendenza della Giustizia in Europa, Magistrati/Avvocati/Duo/Duel (Bruxelles, 26 maggio 2018)
Rassegna

I magistrati democratici europei: «Le costituzioni affermino il ruolo dell’avvocato»

Il Dubbio, 29 settembre 2018
Polonia

Encj: il Consiglio di Giustizia (KRS) non è un'istituzione indipendente

Le riforme della giustizia hanno prodotto una crisi sistemica dello Stato di diritto. Il KRS non è in grado di sostenere il sistema giudiziario nell’esercizio indipendente della giurisdizione
Per Pasquale Sibilia

Formidabili quegli anni

di Carlo Sorgi
Un ricordo di Pasquale Sibilia da parte di un suo uditore
Rassegna

De Vito: «Da Salvini parole quasi eversive. Il consenso popolare? Non ci riguarda»

Parla il presidente di Magistratura democratica, Riccardo De Vito (Il Dubbio)