21 marzo: Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime di mafie

Dare un senso all’impegno

di Stefano Musolino
sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria
Un giorno per rammentare il senso dell’operare e gettare nuove basi per una più efficace azione di contrasto alle mafie

 

Sono nomi da non dimenticare quelli contenuti nel lungo elenco di persone che viene letto nella Giornata della memoria e dell’impegno, affinché il dolore ed il dramma di ciascun omicidio non resti una vicenda privata, ma diventi fertile memoria collettiva. 

In quell’elenco ci sono i nomi di molti magistrati, il ricordo del loro sacrificio diviene un’occasione speciale anche per noi, per rammentare il senso del nostro operare, interpellando le nostre coscienze, ben aldilà del semplice “dovere” professionale, per richiamarci ad una più autentica dimensione di “servizio”.

La giornata è anche un tempo propizio per qualche verifica.

Conviene interrogarsi, ad esempio, sulla legislazione emergenziale di tipo amministrativo-preventiva (le cd. interdittive antimafia, lo scioglimento delle rappresentanze democratiche degli enti locali) che è fondata su labili elementi di valutazione e mette in crisi diritti costituzionalmente garantiti. Ma, soprattutto, non appare per nulla efficace, contribuendo alla desertificazione sociale ed economica di aree del Paese, già impoverite da una politica locale e nazionale, incapace di investimenti strategici e di autentiche prospettive di sviluppo.

La litania sociale, dettata dallo scorrere dei tanti nomi di persone con la schiena dritta uccisi dalle mafie, deve ricordarci la complessità del fenomeno, la sua storica resilienza ad azioni di contrasto puramente repressive a cui non si accompagnino contestuali azioni sociali e politiche, capaci di risollevare territori in cui gli unici motori di sviluppo, socialmente percepiti, sono solo la criminalità organizzata e la politica corrotta e servile.

Ricordare degnamente i tanti morti di questa troppo lunga stagione, significa anche non cedere alla tentazione dei facili (e talvolta biechi) slogan e delle semplicistiche ricette, perché è solo costruendo reti e relazioni, capaci di sovvertire i sistemi di poteri dominanti che offriremo prospettive di futuro libero dalle mafie ai molti giovani che progettano altrove il loro domani.

 

21 marzo 2019
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